'Durante il consiglio comunale del 22 aprile si è ricordato l’anniversario della Liberazione. Come Popolo della Famiglia desideriamo ricordarlo a modo nostro questo anniversario, un modo a nostro avviso maggiormente aderente alla verità storica'. Così in una nota Elisa Rossini, consigliere comunale del Popolo della Famiglia Modena.
“Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario con questa massima lo scrittore Primo Levi, sopravvissuto ai campi di concentramento ad Auschwitz, sottolineava l’importanza della conoscenza della storia e dei fatti che sono accaduti in passato, per evitare alle nuove generazioni di doverli rivivere. Durante la Seconda guerra mondiale, in particolare dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, in Italia si sono perpetrati numerosi delitti - continua la Rossini -. Una guerra nella guerra si è compiuta tra italiani, in quei mesi a cavallo del 25 aprile di 75 anni fa, fatta di vendette, ritorsioni, vere e proprie rese dei conti in assenza di tribunali e regolari processi, eccidi di massa, torture e stupri, ai soldati ma anche alla popolazione civile e a numerosi sacerdoti barbaramente uccisi, da un lato da parte delle brigate nere e dall’altro dai gruppi partigiani comunisti.
Testimoni dei fatti, giornalisti e scrittori hanno negli anni successivi, descritto e documentato i fatti e permesso alle nuove generazioni di conoscere quel tragico periodo che fu una caccia senza quartiere al fascista/comunista, al presunto tale o anche solo a un suo familiare'.'La risoluzione del Parlamento europeo, sull'importanza della memoria per il futuro dell'Europa del 19 settembre 2019, ha definitivamente equiparato le ideologie fascista/nazista a quella comunista bandendole dalle proprie norme proprio perché gli Stati che le propagandavano, Germania e Russia in primis, furono i principali responsabili dell’inizio del 2° conflitto mondiale. Affinché si concretizzi una reale pacificazione col passato e si possano prevenire rigurgiti ideologici in futuro, sarebbe auspicabile che l’Italia e tutti gli stati europei attraverso le Istituzioni, coi fatti applicassero questa storica risoluzione che durante la celebrazione in consiglio comunale non è nemmeno stata menzionata. La crisi legata alla pandemia del covid-19, ha messo a nudo le nostre fragili sicurezze, il nemico questa volta, non è un oppressore ideologizzato ma un invisibile virus che uccide infischiandosene di ciò che pensiamo e crediamo. Ora più che mai la Festa della Liberazione sia, per i modenesi e tutti gli italiani, lo stringersi alla Comunità di appartenenza per amarla, renderla più bella e solidale di prima.



