La proposta arriva da Vincenzo Paldino, espressione di ‘Modena Civica’, candidato nella lista ‘Civici, con de Pascale Presidente’.
'La soluzione potrebbe contribuire ad aumentare i posti a disposizione per diverse visite specialistiche, che al momento vedono i primi appuntamenti liberi non prima della primavera 2025, in alcune province emiliano-romagnole addirittura a inizio 2026. Sono almeno sette le aree specialistiche critiche trasversali ad ogni Asl regionale, compresa Modena: dermatologia, oculistica, neurologia, colonscopia, gastroenterologia e mammografia ed ecografia mammella – sottolinea Paldino -. Per i cittadini che hanno bisogno di controlli e visite i primi posti sono non prima della primavera/estate 2025. Tralasciando le emergenze per cui i tempi fortunatamente sono ridotti, con queste attese infinite migliaia e migliaia di persone vengono private della possibilità di fare prevenzione o comunque indagare problemi di salute che potrebbero necessitare di ulteriori approfondimenti. La scelta diventa aspettare mettendo a rischio la propria salute o ricorrere alla sanità a pagamento. Questo non fa altro che creare, tra le altre cose, ulteriori code nei Pronti Soccorso, dove i medici scarseggiano perché fuggono nelle cliniche private'.
'Una soluzione immediata – propone Paldino – potrebbe essere quella di agire sull’attività libero professionale a pagamento cosiddetta ‘intramoenia’ svolta dai dirigenti medici sanitari e veterinari all’interno degli ambienti delle aziende sanitarie, con gli strumenti e le apparecchiature messe a disposizione dall’azienda stessa. Al fronte di un incentivo dell’Asl ai professionisti coinvolti, gli stessi potrebbero rendersi disponibili a ridurre per brevi periodi la loro attività in libera professione e metterne una parte a disposizione della sanità pubblica, quindi per visite prenotabili tramite Cup. Questo richiederebbe sicuramente dei sacrifici a livello di sistema sanitario, ma potrebbe rivelarsi una strada per rispondere alla domanda di cure dei cittadini e ridurre le attese. Da anni si parla di visite alla domenica, di strutture aperte anche nei giorni festivi, ma i risultati non ci sono. Non è più rimandabile – conclude Paldino – un cambio di paradigma: servono soluzioni nuove che vadano ad ampliare il perimetro di quello che si è provato a fare fino ad ora per risollevare un sistema sanitario in estrema sofferenza'.


