Caro direttore, quando ho definito privatamente il tuo articolo 'omelia' sul richiamo alla correttezza nella politica e auspicando la nascita di una alternativa democratica a Modena, sai che non volevo ne offendere il tuo spirito ne biasimare la tua idea. Infatti, cerco di spiegare il mio pensiero, anche se non sempre in linea con te.
Parto da una premessa di valore che permea e seduce ogni tentativo che non sia tragico o rivoluzionario. A Modena, ma credo in Italia, il popolo vive sotto un cielo pieno di buone intenzioni e di principi di un cattolicesimo reclamato e vissuto da pochi. Infatti, sotto la pelle si nascondono cattiveria e la cupidigia con intenso desiderio di offendere, marginalizzare, possibilmente distruggere. E pensare che ormai vanno tutti in chiesa: non faccio nomi, ma si incontra l'intero arco costituzionale e oltre non solo alle manifestazioni. Tutto bene, ma occorre capire: è vera adesione?
Sotto questa volta si muovono donne e uomini protetti o confessati da preti più o meno influenti. Poi li trovi su le posizioni più strambe. Sai dirmi se trovi fra i più coraggiosi e i meno una differenza di tràttamento dell'avversario o se sui singoli temi qualcuno che non offenda o cerchi dialogo?
Per non parlare della conseguenza dell'essere religioso o laico su i problemi fondamentali: immigrati, giustizia, sanità, lavoro e diritti quali sono le declinazioni in linea col Papa o con Salvini, Meloni, Zingaretti. O Nencini, rappresentante minore.Perciò, è necessario per onorare il tuo articolo affondare nel magma della società modenese senza illudersi, ma anche senza demordere.
Negli anni post liberazione l'unico vero tentativo di far uscire dalla cortina di ferro il sistema politico è stato Modena a Colori. Un tentativo rivoluzionario, capitanato da un sorta di risorgimento modenese di chiara ispirazione democratica, con alla base repubblicani, socialisti, liberali donne e uomini delle aziende e delle professioni già esperti e presentabili ai cittadini capaci di amministrare e di garantire l'alternanza. Altro che seguaci di comici, leghisti o fascisti travestiti. Con tutto il rispetto per le idee.
Quel movimento passato all'interno della società vera, associazioni e sindacati prendeva le mosse da una battaglia, quella del referendum, in cui la parte più moderna aveva avuto il coraggio di schierarsi, di votare e di attendere il verdetto degli italiani.
In un prossimo articolo farò i nomi e i cognomi dei protagonisti che avevano e hanno i cromosomi democratici intatti, politicamente e socialmente
Gli avvenimenti politici succedutesi ci portano alla esasperazione, alla ribellione, all'attuale attacco alla Costituzione, alla farsa della ricerca di una più che naturale ricerca di alternanza senza la garanzia di partiti e movimenti in grado di rispettare le regole. Destra e sinistra hanno un significato profondo: questo non si discute. Chi è di sinistra lo deve dimostrare come chi è di destra senza spaventare.
A Modena siamo in arretrato. I sommovimenti personali vengono rappresentati come politici. La festa dell'Unità è il segno di questo brodo di giuggiole. Va bene cercare nuove forme di aggregazione, ma più che guerra - aspro confronto di idee - mi sembra un brancolare nel buio senza che un Bertoldo dica al re che fra il latte e la luce, è proprio la luce che manca.
Se sarà possibile, caro direttore una prossima volta metteremo le mani nel sacco politico di questa nostra provincia in cui non a caso abbiamo bisogno di novità e di nobiltà che ci sono e vanno costrette a presentarsi senza paura.
Paolo Cristoni
Vero che mai una omelia, men che meno quello che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi, ha cambiato di colpo il mondo, ma è pur vero che senza idee e riflessioni (a volte anche banali, certo) i cambiamenti sono ancor più pericolosi.
Giuseppe Leonelli



