Lo abbiamo incontrato questa mattina e, carte alla mano, ci ha riassunto la sua odissea. Per ora preferisce non apparire con il suo volto, non per prudenza o timore, ma solamente, spiega, 'per non provare ulteriore imbarazzo alla famiglia'.
Dal 2010 ad oggi Giovannini ho subito 7 interventi chirurgici al cuore che lo hanno portato a perdere il lavoro. Sua moglie dal 2013 è senza occupazione dopo la chiusura della cooperativa dove prestava servizio da 13 anni. Da allora entrambi si sono attivati in tutti i modi per la ricerca di una occupazione attraverso il Centro per l’impiego, il Sil (servizio inserimento lavorativo) gestito dal Comune di Modena e l’ente Ecipar per ricerca del lavoro. Hanno partecipato a corsi per computer, corsi per la sicurezza e di formazione. Ma inutilmente.
Giovannini mostra le carte che testimoniano i tanti vani tentativi, insieme a quelle che certificano i gravi problemi di salute coi quali deve fare i conti.
'La situazione col tempo è degenerata e siamo arrivati purtroppo al pignoramento del nostro appartamento: lo abbiamo messo in vendita prima che fosse messo all’asta - spiega - Il ricavato sarà appena sufficiente a sanare il debito residuo con la banca e le spese condominiali arretrate, ma restiamo senza alloggio'.
Di qui l'appello al Comune di Modena.
'A dicembre l’appartamento dovrà essere vuoto, pertanto mi sono rivolto, nel mese di marzo 2021, all’assessorato alle politiche sociali, abitative e d’inclusione di Modena (nella foto l'assessore Roberta Pinelli) chiedendo aiuto per trovare una soluzione al problema abitativo. Inizialmente mi era stata offerta disponibilità, successivamente il 30 maggio 2021 l’assistente sociale mi ha comunicato che dovevo iniziare a considerare l’idea di rivolgermi ad un affitta-camere e nel frattempo mi offriva di partecipare di nuovo ad un corso di computer'. Un macigno per Giovannini che, disperato, decide di sospendere tutte le terapie mediche cardiologiche compresi i medicinali salvavita, mettendo a conoscenza di questa scelta attraverso una mail l’assessorato stesso.
Ripresosi dall'arresto cardiaco il 53enne si ritrova oggi nella stessa situazione di allora, costretto a fare i conti con la medesima disperazione.
Non gode ancora della pensione di invalidità, ma tra Reddito di cittadinanza e stipendio part-time della figlia, la sua famiglia ha un reddito di circa 1600 euro al mese. Troppo pochi però per ottenere un appartamento in affitto.
'I proprietari chiedono che qualcuno si faccia da garante, ma il Comune a quanto pare non vuole farlo e al più è disposto a pagare una caparra - spiega Giovannini -. Con un reddito simile, pur a fatica, potremmo pagare l'affitto ma il problema è il trovare qualcuno che offra una garanzia'.
Ma perchè l'amministrazione comunale non può farsi da garante? Non esiste un protocollo in tal senso? Effettivamente l'Agenzia Casa del Comune di Modena (qui) offre un servizio simile per venire incontro alle famiglie, ovviamente ad alcune condizioni: residenza a Modena, reddito da lavoro dipendente, autonomo, o da pensione, cittadinanza italiana o titolo regolare di soggiorno, reddito familiare pari al doppio dell’importo del canone e non avere case di proprietà.
Tutte condizioni che la famiglia Giovannini rispetta, a parte l'ultima.
E per Giovannini il baratro della sospensione dei medicinali e della resa è sempre a un passo. 'Sono stanco, vorrei solo poter aver la possibilità di ricominciare, e sono certo sarò in grado di pagare l'affitto ma serve una garanzia. Spero qualcuno, se non lo fa il Comune, possa aiutarmi'.
Giuseppe Leonelli


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