'La Lega di Modena ritiene che il Comune debba sospendere il progetto di spostare i banchi del pesce del Mercato Albinelli dall’attuale area periferica dedicata, ai corridoi centrali in mezzo agli altri prodotti alimentari. Al di là del fatto che gli operatori ittici (non solo il signor Laritonda) e molti clienti del mercato si sono dichiarati contrari al progetto (un progetto, quello del Comune, diverso da quello presentato in fase preliminare e che aveva avuto un’iniziale adesione degli addetti), esistono motivi oggettivi e legati al buon senso che bocciano le modifiche proposte'. Così il consigliere comunale della Lega Giovanni Bertoldi.
'Innanzitutto perché il Ministero per i Beni Culturali ed Ambientali ha dichiarato che il Mercato è sottoposto a tutela e a vincoli: nel dettaglio la Sovraintendenza regionale per i beni ambientali e architettonici ha descritto come “particolarmente caratteristici i banchi per la vendita del pesce, realizzati, sia nelle strutture portanti che nelle vasche, in marmo di Verona”. Trattandosi esplicitamente di “banchi per la vendita del pesce”, non possono essere usati con fini diversi (ovvero per il consumo di prodotti alimentari pronti diversi da quelli ittici, come previsto dalla recentissima modifica al regolamento del Mercato Albinelli approvato in Comune) - continua Bertoldi -.
Né sono ravvisabili particolari dinieghi di tipo igienico-sanitario, in quanto i banchi attuali presentano piastre refrigerate che insieme al ghiaccio possono permettere al pesce di essere conservato nelle migliori condizioni. Le temperature possono essere ulteriormente ridotte con particolari accorgimenti tecnici (barriere orizzontali, motori frigoriferi più potenti, corretta copertura con ghiaccio su tutta la superficie del prodotto ittico esposto), senza la necessità di trasferire i banchi in altra zona del mercato. D’altra parte in tutti i mercati tradizionali presenti nella penisola di interesse culturale ed artistico sono presenti banchi similari a quelli presenti oggi all’Albinelli (dal mercato ittico di Rialto a Venezia, a quello di Ballarò a Palermo). Inoltre, una dislocazione dei banchi del pesce in mezzo ai banchi di frutta, verdura, pane e formaggi, rischia di inquinare la qualità organolettica degli altri prodotti venduti''Il vero obiettivo del Comune e del Consorzio di gestione del mercato è l’implementazione della parte dedicata alla ristorazione, ai fast food e agli aperitivi, riducendo di pari passo le aree dedicate ai prodotti alimentari e similari. In questo modo si farà un grande favore alle grande distribuzione e ai negozi di alimentari che nel centro della città sono ormai completamente nelle mani della comunità bengalese.



