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Modena, agente polizia locale preso a calci e pugni da un 18enne. Il sindaco: 'Italiano, figlio di italiani'

Modena, agente polizia locale preso a calci e pugni da un 18enne. Il sindaco: 'Italiano, figlio di italiani'

'Non sottovalutare la devianza giovanile, indipendentente dalla nazionalità e dall'origine delle famiglie, come dimostrato da questo grave caso'


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Grave epidosio di violenza venerdì sera alle 22 in Largo Garibaldi a Modena. Durante i controlli della Polizia locale un 18enne è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale e aggressione nei confronti di un agente. Il giovane, dopo essersi sottratto all'identificazione, insieme a un altro ragazzo ha iniziato ad offendere e minacciare gli agenti e poi ha colpito un poliziotto al volto, continuando a dargli calci mentre era a terra. Alla fine è stato arrestato e ieri mattina il giudice ha disposto per il 18enne l’obbligo di firma quattro giorni a settimana.

A dare dettagli sulle generalità dell'arrestato è lo stesso sindaco di Modena che sottolinea come sia 'italiano figlio di italiani' e invita a 'non sottovalutare la devianza giovanile, indipendentente dalla nazionalità e dall'origine delle famiglie, come dimostrato da questo grave caso'.


'Massima solidarietà ai nostri agenti della Polizia Locale e tutta la mia vicinanza all'agente rimasto ferito mentre era impegnato nei controlli serali nel centro storico - afferma il sindaco Mezzetti -. È un episodio grave e inaccettabile, che conferma quanto sia importante la presenza quotidiana della Polizia Locale a tutela della sicurezza dei cittadini e che ci mette ancora una volta di fronte al problema della devianza giovanile e di comportamenti violenti, in questo caso anche reiterati.

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Parliamo certamente di una minoranza di ragazzi, ma di un fenomeno che non possiamo sottovalutare. Una violenza che non ha nazionalità: coinvolge giovani italiani, figli di italiani, come in questo caso, e giovani con famiglie di origine straniera. Le responsabilità sono individuali e vanno affrontate senza giustificazioni, ma anche senza generalizzazioni'.

'Per questo torno a sollecitare una riflessione politica nazionale che vada oltre la risposta, tanto semplice quanto insufficiente, del solo inasprimento delle pene. La sicurezza richiede fermezza, certezza delle conseguenze e capacità di intervenire tempestivamente, soprattutto quando si tratta di minori. Rilancio quindi la filosofia delle tre R: responsabilità, riparazione, rieducazione. Chi commette un reato deve risponderne, deve essere chiamato a riparare concretamente il danno provocato e deve essere accompagnato in un percorso che gli faccia comprendere fino in fondo la gravità delle proprie azioni - chiude Mezzetti -. Servono strumenti normativi che consentano interventi rapidi, concreti e realmente efficaci, anche attraverso attività socialmente utili a beneficio della comunità. Non si tratta di scegliere tra fermezza ed educazione. Si tratta di capire che senza responsabilità non c'è educazione, ma senza rieducazione rischiamo soltanto di preparare la prossima violenza.

È questa la sfida che la politica deve avere il coraggio di affrontare'.

Nella foto il sindaco Massimo Mezzetti e il comandante della polizia locale di Modena Alberto Sola

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