'La problematica riguardante la sicurezza sugli autobus e i sempre più frequenti episodi di aggressione agli autisti, impongono maggiori controlli e interventi strutturali, perché gli operatori vivono uno stato di crescente timore, temendo di essere aggrediti. Anche i passeggeri non percepiscono più un senso di sicurezza sugli autobus, preferendo talora utilizzare mezzi propri. L’aumento degli episodi di violenza fisica e verbale a danno degli operatori Seta è preoccupante e necessita di impegni concreti a cui bisogna dare seguito celermente: a questo proposito ci chiediamo infatti che fine abbia fatto il protocollo siglato l’anno scorso tra la Prefettura e Seta, in base al quale doveva essere installato un bottone d'allarme immediato per gli autisti su tutti i mezzi di trasporto'.
'Non capiamo perché non si installi questo ennesimo presidio di sicurezza che costituisce anche un buon deterrente in funzione anti-vandalismo ed anti-effrazione, dal momento che il sistema può essere utilizzato sia con il mezzo in movimento, sia quando il bus è fermo al capolinea o parcheggiato in deposito. Inoltre, è necessario prevedere una presenza mobile delle forze di pubblica sicurezza nei momenti di maggiore utenza e presenza sui mezzi pubblici, eventualmente seguendo l’esempio di Regione Lombardia e Regione Piemonte, dove sono stati siglati dei protocolli di intesa, in forza dei quali alle forze dell’ordine e alle forze armate è permesso di viaggiare gratuitamente sui mezzi di trasporto regionali, con il preciso scopo di garantire la sicurezza dei viaggiatori e del personale di bordo' - conclude Pulitanò.



