Oggi pubblichiamo i dati relati al chiosco del parco Amendola. La base di gara in questo caso era più alta (34.850 euro contro i 21.850 euro del bar al parco Ferrari), ma anche in questo caso la cordata che si è aggiudicata la gara ha potuto godere dello sconto dell'80% (quello riservato a 'soggetti operanti nei settori ricreativo, culturale, sportivo, ambientale, aggregativo e sociale e le cooperative sociali in cui siano presenti almeno il 30% di soci volontari ovvero almeno il 30% di persone svantaggiate'). Risultato? Il canone di concessione in questo caso è sceso ad appena 8224 euro all'anno, pari a 685 euro al mese.
La gara a due
Ma chi ha vinto la concessione? Alla gara chiusa il 27 marzo 2020, in questo caso si erano presentati due soggetti.
La associazione temporanea di scopo “Loving Amendola 2020” composta da:
- Associazione di promozione sociale “Parco Amendola”, con legale rappresentante Buttini Romina, capofila
- Associazione di promozione sociale “Fotoclub Colibrì BFI“
- Associazione di promozione sociale “Corale La Ghirlandeina”
- Associazione “Modena Terzo Mondo” Onlus
La associazione temporanea di scopo “Bar degli Alberi” e composta dei seguenti soggetti:
- Associazione “Amigdala”, con Legale Rappresentante Federica Rocchi, capofila
- Associazione “Archivio Architetto Cesare Leonardi”
Obbligo di apertura di 6 mesi l'anno
Come noto ad aggiudicarsi la gestione del bar del parco è stata la prima cordata che aveva già gestito il bar nei sei anni precedenti (in realtà la precedente Ats era partecipata da alcune realtà diverse, tra cui Uisp) con una concessione a canone annuo superiore (9.100 euro) rispetto a quello appena concordato.
La concessione del chiosco-bar avrà una durata di sei anni, eventualmente rinnovabile per altri sei, e prevede l’apertura per un periodo continuativo minimo di sei mesi tra primavera ed estate, con la possibilità di decidere il calendario delle aperture per i sei mesi restanti.
Leo

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