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Modena elimina il criterio della residenza storica nelle graduatorie ERP

Modena elimina il criterio della residenza storica nelle graduatorie ERP

Il Comune cambierà il regolamento a seguito della sentenza della Consulta. Nel passato aveva modificato l'equilibrio tra accesso di italiani e stranieri e motivo di contrasto politico


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Il Comune di Modena elimina dal regolamento il criterio legato all’anzianità di residenza nelle graduatorie per l’assegnazione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica.
Una scelta, formalizzata in una determina del 4 marzo scorso, a seguito alla sentenza n. 1/2026 della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittimi i punteggi aggiuntivi basati sulla cosiddetta 'storicità della presenza', e alla nota della Regione Emilia‑Romagna che invita tutti i Comuni ad adeguarsi per evitare futuri contenziosi.

La determina del Comune di Modena stabilisce che già dalla prossima graduatoria il criterio non verrà più applicato, ma già da ora, in attesa del nuovo regolamento, il Comune agirà come se tale criterio fosse già eliminato. Secondo quanto sancito dalla Consulta, e recepito dalla Regione, la residenza prolungata è una 'condizione del tutto dissociata dallo stato di bisogno', e dunque non può essere utilizzata per attribuire vantaggi in graduatoria.

Un criterio al centro da anni di un acceso dibattito politico

La residenza storica è stata per oltre un decennio uno dei criteri più dibattuti dalla politica. Le amministrazioni locali, soprattutto di centro destra, l’hanno introdotto o comunque sostenuto, anche all'opposizione, come strumento per graduare le domande ERP, sostenendo che chi vive da più tempo sul territorio e ha contribuito anche attraverso la fiscalità locale, e in uguale condizione di disagio e bisogno, abbia maggiore diritto all'accesso agli alloggi pubblici rispetto a chi vi risiede da minor tempo.
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In particolare, una parte del mondo politico ha difeso la residenza pluriennale come un filtro per impedire che cittadini stranieri avessero nei fatti un accesso privilegiato alle graduatorie rispetto alle persone per lo più italiani e modenesi che pur residenti da lungo tempo in città, si vedevano 'scavalcare' nelle graduatorie.

Dall’altra parte, forze politiche di orientamento diverso hanno contestato il criterio ritenendolo discriminatorio, non legato al bisogno abitativo. La Corte Costituzionale, con una serie di sentenze negli ultimi anni, ha progressivamente ristretto l’uso della residenza storica fino alla decisione del gennaio 2026, che ne ha chiarito l’illegittimità quando utilizzata per attribuire punteggi aggiuntivi.

In questo scenario la scelta del comune, al di là della tempistica, risulta di fatto obbligata, anche per evitare ricorsi e possibili dichiarazioni di illegittimità. Sarà comunque necessario cambiare il regolamento. Il documento nei giorni scorsi sancisce l'avvio del percorso per la modifica del regolamento ERP che dovrà essere pienamente coerente con le indicazioni regionali e con il quadro costituzionale.
Ma in attesa dell’aggiornamento della normativa regionale e dell’approvazione del nuovo regolamento, il Comune dichiara che terrà conto del criterio dell’anzianità di residenza ai fini dell’attribuzione del punteggio per il posizionamento in graduatoria.

La rimozione del criterio della residenza storica è destinata a riaprire il confronto politico, soprattutto in comune come quello di Modena e più in generale dell'Emilia - Romagna dove l'ERP è particolarmente diffusa così come la presenza di stranieri in condizione di forte disagio e da minor tempo residenti.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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