Il 2027 è distante ma nemmeno troppo, e in casa Fdi Modena sono da tempo iniziate le grandi manovre per cercare di allineare completamente i vertici del partito alla gerarchia che fa capo al senatore Michele Barcaiuolo. Infatti nel partito della Meloni all'ombra della Ghirlandina l'unica voce con un ruolo-chiave libera e dissonante - e che non risponde direttamente al 'cerchio magico' - è quella della deputata Daniela Dondi. Così l'obiettivo del senatore, per marciare uniti e compatti, è quello di sanare quello che viene vissuto come un 'vulnus'.
La strategia è chiara da tempo: promuovere il consigliere regionale Annalisa Arletti (consorte dello stesso Barcaiuolo) in Parlamento al posto del noto avvocato modenese: un derby al femminile ben noto negli ambienti meloniani e che porterebbe in Regione il primo dei non eletti, Simone Pelloni. Il tutto in vista delle Regionali dell'anno seguente quando in 'quota rosa' in viale Aldo Moro potrebbe candidarsi Elisa Rossini.
Ma come può Annalisa Arletti pensare di scavalcare il deputato uscente? Daniela Dondi venne eletta nell'uninominale, battendo a sorpresa Soumahoro, ma probabilmente con la riforma elettorale i collegi uninominali scompariranno e la partita si giocherà su collegi ridisegnati e - quindi - tutto dipenderà dalla posizione in lista dei candidati.
Teoricamente a comporre le liste sarà lo stesso Barcaiuolo, nelle vesti di coordinatore regionale, ma - come del resto avvenne per le Regionali e per la candidatura a sindaco di Carpi - il conflitto di interesse 'famigliare' sarebbe palese. A quel punto probabilmente toccherà al vero e indiscusso leader regionale del partito, il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami, mettere l'ultima parola promuovendo il merito dei singoli candidati.
g.leo.
Modena, Fdi pensa già alle Politiche: continua il lavorìo della Arletti per strappare il seggio a Daniela Dondi
Daniela Dondi venne eletta nell'uninominale, battendo a sorpresa Soumahoro, ma probabilmente con la riforma elettorale i collegi uninominali scompariranno
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