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Modena, Gidari: 'Ora in Forza Italia serve un congresso'

Modena, Gidari: 'Ora in Forza Italia serve un congresso'

'Il nostro obiettivo comune è rafforzare il partito, e questo si può fare solo costruendo un fronte compatto. Mi impegnerò per promuovere il dialogo'


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In termini di preferenze non è andata come aveva auspicato (terzo con 765 voti dietro a Platis e Giacobazzi), ma comunque la sua è stata una campagna elettorale intensa che ha lasciato un segno in Forza Italia. Giovanni Gidari, all'indomani del voto rilancia e chiede un congresso del partito, oggi guidato in provincia dallo stesso Giacobazzi.
 

Un risultato inferiore alle attese in termini di preferenze. Cosa le è mancato in questa campagna elettorale?
'Il risultato riflette sicuramente un quadro politico difficile, con una disaffezione generale verso i partiti tradizionali e una polarizzazione verso partiti come Fratelli d'Italia. Probabilmente ci è mancato un approccio comunicativo più diretto e una presenza sul territorio più capillare. Forse non siamo riusciti a intercettare appieno le esigenze degli elettori, e questo ci sprona a lavorare in modo ancora più incisivo per recuperare il loro sostegno'.
 

Lei ha posto il tema del rinnovamento del partito. Che percorso propone a Forza Italia di Modena?
'Propongo un percorso di apertura, che coinvolga non solo i giovani ma anche nuove figure professionali, imprenditori, e membri della società civile che condividano i nostri valori. È fondamentale lavorare per costruire un partito che ascolti e sia aperto alle esigenze attuali.
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Voglio che Forza Italia diventi il punto di riferimento di chi crede nei valori liberali e nel pragmatismo politico'.
 

In un eventuale dualismo tra Giacobazzi e Platis, lei come si posizionerebbe?
'Credo fermamente che Forza Italia debba concentrarsi sull’unità e non su divisioni interne. Il nostro obiettivo comune è rafforzare il partito, e questo si può fare solo costruendo un fronte compatto. Mi impegnerò per promuovere il dialogo, mettendo al centro le esigenze del territorio e della nostra comunità, al di là dei nomi'.
 

Immagina una fase congressuale?
'Sì, penso che una fase congressuale sia importante per definire una visione chiara e condivisa per il futuro di Forza Italia. Questo confronto interno è essenziale per dare nuovo slancio al partito e consolidare la nostra presenza sul territorio, assicurando un percorso partecipativo a tutti i nostri sostenitori'.
 

A Modena Forza Italia non ha comunque fatto il consigliere: vede qualche responsabilità?
'Sicuramente, è nostro dovere riflettere sui motivi per cui Forza Italia non è riuscita a ottenere una rappresentanza diretta. Dobbiamo comprendere gli errori commessi e lavorare affinché i cittadini modenesi possano ritrovare in noi un punto di riferimento politico. È una responsabilità che sento fortemente, e mi impegnerò a costruire un rapporto più saldo con gli elettori'.
 

In generale la coalizione di centrodestra ha ottenuto un risultato pessimo.
La Ugolini era il candidato giusto?

'La Ugolini ha portato avanti una campagna con impegno e competenza, ma è chiaro che qualcosa non ha funzionato come previsto. In un contesto di forte polarizzazione e disaffezione, forse occorreva un approccio diverso. Il nostro obiettivo è imparare da queste esperienze e capire quali strategie possano garantire migliori risultati in futuro'.
 

Fratelli d'Italia elegge due consiglieri. Tutta l’opposizione modenese in Regione è schiacciata sul partito della Meloni. È un problema?
'Non è necessariamente un problema, ma Forza Italia deve lavorare per mantenere una propria identità distinta. Siamo il partito dei valori liberali legato al partito popolare Europeo, non possiamo e non dobbiamo dimenticarlo, inoltre rappresentiamo un’area moderata, indispensabile all’interno della coalizione. Il nostro compito sarà continuare a far sentire la nostra voce, proponendo soluzioni pragmatiche e capaci di interpretare le esigenze dei cittadini che non si identificano con una visione più radicale'.
Giuseppe Leonelli
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