Grandi manovre riorganizzative nella macchina di piazza Grande a Modena. Come largamente previsto l'attuale direttore generale Lorenzo Minganti ha vinto il concorso da referendario Tar (per festeggiare sui social ha pubblicato una eloquente e sobria immagine di Marco Pantani con le braccia al cielo) e adesso si apre la girandola di nuovi incarichi.
Il sindaco Massimo Mezzetti ha deciso di non 'pescare' da fuori, ma di puntare tutto sulle professionalità interne e sulla fedeltà degli uomini a lui più vicini. Si legge in questo contesto l'ormai quasi certa promozione dell'attuale Capo di gabinetto Roberto Solomita a Direttore generale. Un ruolo delicatissimo, anche in vista del prossimo passaggio in Regione dell'attuale direttore generale facente funzioni Maria Sergio, divenuta ormai colonna della struttura dirigenziale modenese.
Per Solomita un passaggio importante, ma anche un premio per l'equilibrio, unanimamente riconosciuto, col quale ha gestito questi due anni e mezzo di mandato e il ruolo di acuto regista silenzioso che ha svolto nelle partite-chiave vinte da Mezzetti. Del resto le ultime resistenze alla promozione di Solomita si sono dissolte con la totale sconfitta del Pd modenese di Diego Lenzini nel braccio di ferro col sindaco sul Policlinico, così come i dubbi sulle criticità tecniche dell'operazione (Solomita, nonostante
una lunga esperienza politica e amministrativa, al momento non è dirigente) sono stati fugati da una normativa che consente la nomina anche fuori la dotazione organica.Ma la promozione di Solomita lascia anche libera l'importante casella di Capo di gabinetto. Al momento in pole per questo ruolo vi sarebbe il capo della segreteria politica Antonino Marino. Anche per lui si tratta di una promozione sul campo. Oggi Marino è inquadrato nell'Area istruttori e il passaggio a Capo di gabinetto sarebbe un salto professionale importante in termini sia professionali che economici.


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