Così Sabrina Torricelli e Mirko Manzini della Cisl Fp Emilia Centrale commentano la protesta, ordinata e senza interruzioni, con la quale i precari della Biblioteca Delfini e i loro colleghi hanno voluto dimostrare che la partita non è chiusa. Una protesta sostenuta da oltre 4.000 firme raccolte tra i cittadini che hanno nel cuore la Delfini e il suo servizio pubblico.
'La Delfini non è un appalto da consegnare e dimenticare. È un servizio pubblico fatto di relazioni, conoscenza e competenze. Il Comune ha la forza economica e politica per rivedere scelte discutibili e tendere la mano a chi, quel servizio, lo ha costruito ogni giorno per anni', proseguono i due sindacalisti.
Durante l’estate, anche nei giorni delle Feste dell’Unità e del Festivalfilosofia, i banchetti della Cisl Fp hanno raccolto firme a sostegno dei bibliotecari precari e della gestione pubblica. 'Quattromila firme dicono una cosa semplice: Modena sta dalla parte di chi lavora, di chi legge, di chi frequenta la biblioteca e non vuole vedere impoverito un presidio culturale della città. Oggi è stato un buon segnale il fatto che in modo bipartisan pressoché tutte le forze politiche in Consiglio abbiano espresso parole di attenzione e rispetto per la Delfini e per i suoi lavoratori'.
Intanto, la bibliotecaria precaria che per prima aveva raggiunto i requisiti per la stabilizzazione, non trovando spazio nel Comune di Modena, ha lasciato l’ente e vinto un concorso in Provincia. La dimostrazione che 'quando non si valorizzano le competenze, le competenze se ne vanno'.
Ora restano quattro lavoratori precari, tutti prorogati fino a dicembre. Per una di loro la Cisl Fp chiede la stabilizzazione, perché raggiungerà i requisiti entro fine anno. Per gli altri tre serve una proroga che consenta di entrare nel nuovo anno e maturare a loro volta i requisiti. Anche il nuovo decreto Pa apre uno spazio: nei concorsi per personale non dirigenziale banditi entro il 31 dicembre 2027, le amministrazioni possono riservare fino al 20% dei posti, o valorizzare l’esperienza, per chi ha maturato tre anni di servizio flessibile nello stesso profilo presso l’ente.
Questi lavoratori svolgono attività di reference: orientano gli utenti, li aiutano nelle ricerche, nella scelta dei libri e nell’accesso ai servizi. Ma fanno anche acquisti librari, cura delle collezioni, donazioni, iniziative culturali, comunicazione e social. 'Perderli significa impoverire la Delfini. Ne siamo certi e a quanto pare i Modenesi la pensano come noi', concludono Torricelli e Manzini.


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