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Modena, in 300 alla manifestazione di Fdi: in piazza coi meloniani i sostenitori di Vannacci e Giovanardi

Modena, in 300 alla manifestazione di Fdi: in piazza coi meloniani i sostenitori di Vannacci e Giovanardi
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Modena, in 300 alla manifestazione di Fdi: in piazza coi meloniani i sostenitori di Vannacci e Giovanardi
Modena, in 300 alla manifestazione di Fdi: in piazza coi meloniani i sostenitori di Vannacci e Giovanardi

In largo Garibaldi suonano le sirene registrate alle 16.30 in ricordo della strage di una settimana fa. Robby Giusti catalizzatore della manifestazione. A distanza la protesta del corteo del Collettivi


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Circa 300 persone hanno partecipato oggi pomeriggio alla manifestazione promossa da Fdi e dai sostenitori di Vannacci a una settimana dalla strage di Modena. In testa al gruppo i parlamentari di Fdi Daniela Dondi e Michele Barcaiuolo, gli europarlamentari Stefano Cavedagna ed Elena Donazzan, il capogruppo Luca Negrini, Guglielmo Golinelli di Futuro Nazionale e Carlo Giovanardi. Con l’influencer Robby Giusti a catalizzare i selfie. In largo Garibaldi suonano le sirene registrate alle 16.30 in ricordo della strage di una settimana fa, mentre un corteo dei collettivi, partito dal parco XXII aprile in direzione centro storico, inneggia cori antifascisti e viene fermato dalla polizia all’altezza di San Giovanni del Cantone. Per consentire il loro percorso buona parte del centro interdetta al traffico.

La dichiarazione

'Ogni città oggi può diventare Modena. Ogni cittadino italiano può trovarsi nella condizione vissuta sabato scorso a Modena, perché il rischio della radicalizzazione islamista sta diventando un problema gravissimo nel nostro Paese, soprattutto in alcune aree urbane. Io sono abituata a chiamare le cose con il loro nome: quella della scorsa settimana è stata una strage sfiorata' - ha detto Elena Donazzan. 'Una donna ha perso le gambe. Soltanto il coraggio di cittadini comuni ha evitato conseguenze ancora più drammatiche. Quel giovane aggressore è uno straniero con cittadinanza italiana, ma la cittadinanza non può ridursi a un pezzo di carta. Essere italiani significa condividere valori, regole, rispetto della persona e della nostra comunità nazionale. Le segnalazioni di radicalizzazione sono numerose e sempre più evidenti. Penso, ad esempio, alla diffusione del velo integrale in violazione dei principi di riconoscibilità e sicurezza pubblica previsti dalla legislazione italiana. Condivido quanto affermato dall’ex ministro Giovanardi: è necessario che il Ministero dell’Interno verifichi perché una legge dello Stato venga sistematicamente disattesa'.

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