Nel mirino del primo cittadino romano-bolognese e del suo fedele alleato Paolo Zanca, sono finiti in particolare due correnti politiche: quella del Civismo rappresentato da Vincenzo Paldino e quella della fetta Pd che fa riferimento all'ex sindaco Muzzarelli. A Paldino Mezzetti ha riservato lo schiaffo dell'esclusione in giunta di Modena Civica (nella figura della moglie Katia Parisi) con relativa sconfessione della promessa fatta in campagna elettorale, a Muzzarelli invece è stata lanciata una raffica di colpi costanti. In particolare, supportato dal Pd di Stefano Vaccari, Mezzetti ha umiliato Muzzarelli sul tema urbanistica bocciando tutti i 19 progetti del famoso 'bando Muzzarelli'. Una mossa puramente politica, con stampella del voto a favore dell'opposizione Fdi-Lega, che si risolverà, c'è da scommetterci, nella riproposizione di progetti leggermente modificati da parte degli stessi privati.
Il problema è che in politica i dispetti solitamente tornano indietro con gli interessi. E la rivincita per i due silurati stavolta è arrivata molto presto.
Giancarlo Muzzarelli, nonostante tutti i tentativi del Pd di Vaccari di escluderlo dalla lista, si è candidato alle Regionali e - come previsto - ha preso una valanga di preferenze superando di gran lunga il candidato della segreteria Dem, Luca Sabattini. Un successo strabordante che lancia l'ex sindaco di Modena anche verso un posto in giunta.
Vincenzo Paldino, dal canto suo, si è candidato nella civica di De Pascale e ha sbaragliato l'entrista Marco Franchini (il civico che partecipava alle feste Pd) e il renziano Giovanni Taurasi. Prima dichiarazione di Paldino da neo-eletto: 'una rivincita nei confronti di Mezzetti'. Così, per appoggiarla piano.
Parallelamente Azione dell'alleato di Mezzetti, Paolo Zanca, ha fatto un risultato disastroso e non ha eletto alcun consigliere in Regione.
Insomma, un 1-2-3 non di poco conto per il sindaco Mezzetti che - ora più che mai - deve correre ai ripari per puntellare la propria maggioranza. E chissà che, ancora, qualche aiutino dalla minoranza 'responsabile' non arrivi.
Giuseppe Leonelli



