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Modena Ora: 'Acquistare tutti gli alloggi ed abbattere l'Errenord'

Modena Ora: 'Acquistare tutti gli alloggi ed abbattere l'Errenord'

'E' la soluzione più decorosa per gli stessi inquilini che sarebbero incentivati a trovare alloggi popolari altrove abbandonando per sempre il quartiere-ghetto'


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“Abbattimento dell’Errenord, successivo all’acquisto degli alloggi non ancora di proprietà comunale. Parliamo di un comparto nato nel 1969, in pieno boom economico divenuto simbolo del degrado cittadino: una struttura che conta oggi 227 appartamenti (di cui 132 di proprietà comunale attraverso Cambiamo), per l’85% occupati da stranieri”. La lista civica Modena Ora, guidata da Cinzia Franchini,  prosegue nella sua proposta programmatica intervenendo sul tema dell’integrazione, nona Ora.

Un tema che i civici declinano partendo proprio dalla eliminazione del comparto-ghetto di Modena. “L’Errenord è una realtà che 20 milioni di investimenti pubblici in 8 anni (periodo di attività della società partecipata dal Comune Cambiamo), hanno solo marginalmente migliorato. L’aspetto esterno dello stabile è riqualificato solo nel lato che si affaccia su via Canaletto, dove Coop è intervenuta insieme al Comune per l'ampliamento del market. Il resto dello stabile però è fortemente compromesso. Basti pensare alla mancanza di sicurezza dei vani scale: solo 2 per più di 200 appartamenti, sprovvisti di vie di fuga e scale di sicurezza esterne. Ulteriori lavori di riqualificazione necessari porterebbero, a carico del Comune ad un investimento di milioni di euro.

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L’acquisto degli alloggi e l’abbattimento definitivo della struttura appare quindi nel medio periodo la soluzione più idonea per l'Errenord, la meno onerosa, anche considerando l’acquisto dei restanti alloggi, e la più decorosa per gli stessi inquilini che sarebbero incentivati a trovare alloggi popolari altrove abbandonando per sempre il concetto di quartiere-ghetto”.

“Per quanto riguarda le politiche di integrazione comunale a livello strutturale è invece necessaria la creazione di una unica fondazione comunale che si occupi di assistenza nei confronti di stranieri con un budget annuo definito e senza oneri aggiuntivi per la finanza locale – chiudono i civici -. Stop definitivo quindi ai fondi a pioggia erogati al mondo associativo”

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