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Modena, parcheggi a pagamento: approvata un'altra stangata

Modena, parcheggi a pagamento: approvata un'altra stangata

Gli aumenti della sosta a Modena sono stati deliberati dalla Giunta comunale nella seduta di oggi e rientrano nel contratto con Modena Parcheggi spa


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Stangata sui miniticket verdi per l’accesso in centro storico e la sosta dei residenti e domiciliati in Ztl senza autorimessa. Da sabato 1 febbraio, per chi ne ha diritto, si passa da una tariffa unica di 60 euro alla scelta tra lo Ztl verde base, che al costo annuale di 64 euro consente la circolazione e la sosta esclusivamente nelle vie del centro storico, o lo Ztl verde plus che, al costo annuale di 79 euro, alla circolazione e sosta nelle vie del centro aggiunge la possibilità di sostare su tutte le zone di sosta a pagamento su strada (Viali, Margini interni e Margini esterni, esclusi piazza Sant’Agostino e piazza Dante) e, in via sperimentale, anche al parcheggio del Parco della Creatività (comparto ex Amcm), sia negli stalli su strada che nella struttura interrata.

 

Gli aumenti della sosta a Modena sono stati deliberati dalla Giunta comunale nella seduta di oggi e rientrano nel contratto con Modena Parcheggi spa, la società che gestisce la sosta in città. L’atto per il riequilibrio del Piano economico finanziario con la società, prevede inoltre un ritocco di 5 centesimi per la sosta su strada in zona Margini interna, che passa così da 1,05 a 1,10 euro
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all’ora, per la seconda e la terza ora di sosta in piazza Sant’Agostino (rispettivamente da 2,95 a 3 euro e da 3,55 a 3,60 euro), per la prima e terza ora di sosta in piazza Dante (rispettivamente da 1,65 a 1,70 euro e da 2,95 a 3 euro) e per la tariffa a 6 ore nel parcheggio dell’ex Moi (da 2,60 a 2,65 euro).
Ritoccate anche le autorizzazioni Ztl temporanee rilasciate tramite richiesta online sul portale dedicato della Polizia locale. In questo caso, da domenica 2 febbraio, i pass Ztl che finora avevano il costo di 4 euro passano a 5 euro.

 

La dichiarazione
'L’aumento Istat contrattuale dal 2017 in poi ammonta a quasi il 20 per cento – spiega l’assessore – e fino a oggi abbiamo chiesto al concessionario di sospendere gli aumenti relativi alle diverse forme di abbonamento alla sosta, che sono rimaste quindi le stesse del 2017, con un conseguente piccolo ritocco lo scorso anno solo per la sosta oraria. La scelta effettuata anche quest’anno dall’Amministrazione è quella di evitare un aumento generalizzato di tutte le tariffe della sosta e, in particolare, a fronte di un aumento più significativo, per chi sceglie lo Ztl plus, di offrire non solo la sosta su tutte le zone a pagamento, ma anche all’ex Amcm.
La nuova tipologia di permessi – prosegue Guerzoni – è solo uno degli elementi su cui stiamo lavorando rispetto a sosta e centro storico. Il nostro obiettivo è arrivare ad avere più parcheggi per i residenti in zona Ztl e per ottenerlo dobbiamo fare leva su una serie di fattori: dall’allargamento della Ztl alla revisione dei permessi per ridurre quelli in deroga, dallo studio di percorsi navetta da e per Novi Sad ed ex Amcm all’individuazione di nuovi parcheggi in struttura nel centro storico'.
Per quanto riguarda il Parcheggio Novi Sad per il 2025 gli abbonamenti a tariffa agevolata per i residenti in Ztl con permesso verde costeranno 70 euro annuali (precedentemente 60 euro), a fronte dell’abbonamento ordinario per residenti che ammonta a 400 euro annuali.
Viene inoltre confermata anche per quest’anno la sospensione del servizio navetta in attesa di definire una rimodulazione e riprogettazione del servizio per aumentarne l’efficacia in relazione al bacino di utenza del Parcheggio Novi Sad, ma anche del parcheggio all’ex Amcm.

 

E Modena Parcheggi versa meno al Comune
Non solo: con l’operatività dell’accordo, per l’anno 2025, il concessionario verserà al Comune una quota del canone ridotta a 41mila 368 euro, così da mantenere l’equilibrio del Piano economico finanziario (Pef) senza ritoccare il costo di tutte le altre tariffe della sosta.
La scelta dell’Amministrazione di mantenere invariata una buona parte delle tariffe, infatti, deve essere compensata nel Pef, mentre l’adeguamento di alcune delle tariffe non comporta variazioni in termini di entrate comunali, in quanto sono incassate direttamente dal concessionario del servizio.
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