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'Modena, parcheggio Aldi, Comune sapeva: l'assessore Zanca si dimetta'

'Modena, parcheggio Aldi, Comune sapeva: l'assessore Zanca si dimetta'

Rinaldi: 'Non possiamo accettare che chi ha gestito il caso con tale superficialità resti al proprio posto. La politica è fatta di responsabilità'


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'Alla luce delle rivelazioni de La Pressa, appare evidente che le dichiarazioni dell’assessore Paolo Zanca in merito al caso del parcheggio Aldi all’RNord di Modena non corrispondano al vero. L’assessore ha affermato che l’amministrazione fosse venuta a conoscenza del problema solo recentemente, ma prove concrete dimostrano il contrario. Una lettera pubblicata il 28 ottobre 2024 dalla redazione de La Pressa conferma che il Comune era stato informato della situazione già tre mesi fa, ma ha scelto di non intervenire fino a quando le proteste di Federconsumatori non hanno portato alla luce il caso. Il parcheggio, che doveva essere pubblico secondo il protocollo d’intesa sottoscritto dal Comune, è stato invece gestito come privato, con l’applicazione di penali di 35 euro agli automobilisti per il superamento del limite di sosta di 90 minuti. Nonostante le segnalazioni dei cittadini e delle realtà locali, l’amministrazione ha tardato ad agire, lasciando che centinaia di persone subissero una gestione non autorizzata del parcheggio'. A parlare è il segretario provinciale di Popolo e libertà Bruno Rinaldi.
 

'Le dichiarazioni dell’assessore Zanca, che parla di “disposizione di approfondimenti” solo in questi giorni, contrastano con le evidenze dei fatti: il Comune era stato allertato con largo anticipo e ha ignorato la questione, dimostrando una grave mancanza di responsabilità e trasparenza.
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Tre mesi di ritardi, durante i quali i cittadini hanno subito penalizzazioni ingiustificate, sono un tempo inaccettabile per un’amministrazione che dovrebbe tutelare i propri cittadini. Non basta un intervento tardivo per ripristinare la fiducia - chiude Rinadli -. Considerati i fatti, chiedo pubblicamente che l’assessore Zanca rassegni immediatamente le dimissioni nelle mani del sindaco. È un atto necessario per ristabilire credibilità e trasparenza in una vicenda che ha danneggiato non solo i cittadini, ma anche l’immagine di un’amministrazione comunale che si proclama attenta ai bisogni della collettività. Non possiamo accettare che chi ha gestito il caso con tale superficialità resti al proprio posto. La politica è fatta di responsabilità, e di fronte a questi fatti l’unica strada percorribile è quella delle dimissioni'.
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