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Modena, piene dei fiumi: la paura di chi vive a due passi dal Secchia

Modena, piene dei fiumi: la paura di chi vive a due passi dal Secchia
Modena, piene dei fiumi: la paura di chi vive a due passi dal Secchia

Intervista a Massimo Silvestri, presidente del Comitato Secchia: 'Dal 2014 ad oggi è stato fatto troppo poco per la messa in sicurezza del fiume'

Intervista a Massimo Silvestri, presidente del Comitato Secchia: 'Dal 2014 ad oggi è stato fatto troppo poco per la messa in sicurezza del fiume'


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Lavori immediati di potenziamento degli argini che prendano in considerazione piene con tempo di ritorno consoni, pulizia del fiume, nuovi piani di controllo degli animali fossori e veri ristori per chi vive nei comuni rivieraschi. Il presidente del Comitato Secchia, Massimo Silvestri, in una intervista a La Pressa, avanza le richieste già presentate alla Regione Emilia Romagna e a Aipo e fa il punto della situazione all'indomani dell'ennesimo allarme piena e a sette anni dalla devastante alluvione che mandò sott'acqua Bastiglia e Bomporto. 'Purtroppo dal 2014 ad oggi è stato fatto troppo poco e solo il caso ha fatto sì che non si siano ripetute alluvioni in questi anni - afferma Silvestri -. Ricordo che anche il 6 dicembre 2020, giorno della rottura dell'argine del Panaro che ha provocato danni enormi a Nonantola, è stato necessario intervenire in emergenza per rinforzare gli argini del Secchia posizionando anche sacchi di sabbia nelle cosiddette corde molli dell'argine. La verità è che anche quando saranno finiti i lavori previsti dalla Regione, la sicurezza del nodo idraulico modenese sarà tarata per piene con tempo di ritorno di appena 20 anni, un arco temporale ridicolo se si considera la frequenza con cui si verificano eventi
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climatici che ormai nulla hanno di eccezionale'.
Parallelamente Silvestri ha presentato a novembre dello scorso anno una Diffida agli assessori della Regione Emilia Romagna Barbara Lori e Irene Priolo, sul famoso tema (qui l'articolo) della proposta di istituzione del 'Paesaggio Naturale e Seminaturale Protetto'. Una proposta nella quale, tra l'altro si vorrebbe 'garantire al fiume la funzione di corridoio ecologico per la fauna ittica e terrestre, creazione di varchi ma anche la limitazione della presenza di fauna aliena pericolosa…”'. 'Oltre a reiterare la volontà di trasformare il fiume in uno zoo si palesa l’incapacità da parte degli organi competenti di regimare questo tipo di fauna che potrà trasformare gli argini in una groviera' - afferma a riguardo Silvestri.
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