'Come Partito Democratico provinciale riteniamo che il dibattito sul futuro della sanità modenese debba partire da una priorità chiara e non negoziabile: garantire al meglio la salute dei cittadini, assicurando a tutte e a tutti cure di qualità, accessibili e tempestive, indipendentemente dal luogo in cui vivono. È questo il criterio con cui valutare ogni investimento, ogni scelta organizzativa e ogni ipotesi di riorganizzazione della rete ospedaliera. La sanità pubblica e universale va rafforzata, investendo sulle strutture, sulle professionalità e sull’appropriatezza delle cure, con l’obiettivo di rispondere concretamente ai bisogni delle persone e ridurre i tempi d’attesa. È questo il lavoro che sta impegnando la Regione Emilia-Romagna da tempo, con il contributo dei consiglieri modenesi, e che trova il nostro pieno sostegno'. Così Massimo Paradisi, segretario della Federazione provinciale del Partito Democratico di Modena sul dibattito innescato dal sindaco di Modena Massimo Mezzetti che ha annunciato lo svuotamento di fatto del Policlinico e il potenziamento con 550 milioni di euro in edilizia sanitaria di Baggiovara. Un intervento nel quale Paradisi non promuove nè boccia la idea del sindaco ma gli tende comunque una mano limitandosi a dire che 'gli obiettivi anticipati nelle loro linee generali dal sindaco di Modena Massimo
Mezzetti in una recente intervista, meritano una discussione all’altezza di questa sfida'.
'Una sfida che assume un rilievo ancora maggiore in una fase in cui le risorse destinate alla sanità pubblica restano insufficienti rispetto ai bisogni crescenti della popolazione. I dati sulla spesa sanitaria nazionale in rapporto al PIL parlano chiaro: nel 2025 la spesa sanitaria pubblica si è fermata al 6,3% del PIL, ben al di sotto della media OCSE e della media europea. Percentuale destinata a scendere drammaticamente nel prossimo biennio, se il Governo non rifinanzierà in modo strutturale il Fondo Sanitario Nazionale con la prossima legge di bilancio. Come prima cosa, chiediamo quindi una risposta chiara e forte sul sostegno alla sanità pubblica come priorità della prossima manovra finanziaria; allo stesso tempo, è altrettanto necessario programmare con lungimiranza e valorizzare gli investimenti affinché ogni risorsa impiegata produca il massimo beneficio possibile per i cittadini. È di tutta evidenza come la programmazione sanitaria del 2012 risulti oggi non più adeguata alle mutate condizioni della società; a maggior ragione, se si pensa all’evoluzione demografica, sociale ed economica che si prospetta per i prossimi anni, appare indispensabile una forte innovazione di sistema. La prospettiva di nuovi investimenti, così come l’introduzione di nuovi modelli organizzativi e gestionali, è pertanto imprescindibile.
'È necessario, dunque, sviluppare una progettualità complessiva sul futuro della sanità modenese, nell’ambito del Sistema sanitario regionale, partendo dal ruolo che Modena può e deve giocare anche su scala regionale e nazionale. La questione, peraltro, non riguarda soltanto un territorio, ma l’intera rete ospedaliera provinciale, il rapporto tra ospedali e servizi territoriali e la capacità del sistema di offrire risposte adeguate alle diverse esigenze di salute. Ogni presidio o servizio sanitario, infatti, svolge una funzione importante all’interno di un sistema integrato. Le scelte devono quindi tenere conto delle competenze e delle specializzazioni delle singole strutture, ma anche delle distanze, delle caratteristiche dei territori, delle fragilità sociali e delle esigenze delle comunità di riferimento. La qualità della sanità si misura anche nella possibilità concreta di accedere alle cure, nella continuità assistenziale e nella capacità di non lasciare indietro nessuno.
'Condividere gli obiettivi è condizione fondamentale per elaborare soluzioni. Un cambiamento di questa portata richiede un percorso trasparente e largamente partecipato, fondato su dati, valutazioni approfondite e un confronto reale sugli effetti organizzativi e assistenziali delle diverse ipotesi. È necessario considerare il fabbisogno di personale, la sostenibilità economica, l’organizzazione dei servizi e le ricadute concrete sui percorsi di cura. Accanto all’indispensabile contributo dei professionisti sanitari, delle organizzazioni sindacali, delle parti sociali e delle associazioni di volontariato, è necessario coinvolgere pienamente gli amministratori locali (tramite organismi come la CTSS) e le comunità, che conoscono da vicino le esigenze e le fragilità dei rispettivi territori. La nostra priorità è chiara: fare in modo che ogni decisione sulla sanità modenese contribuisca concretamente a tutelare meglio la salute dei cittadini. È su questo risultato che le proposte devono essere valutate, le risorse orientate e le responsabilità politiche misurate. Con questo approccio vogliamo affrontare il futuro della rete ospedaliera: senza pregiudizi, senza contrapposizioni e con la consapevolezza che la forza della sanità pubblica si misura, prima di tutto, nella qualità delle cure e nella fiducia che sa garantire alle persone'.


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