“La norma parla espressamente di utilizzo del green pass rafforzato per gli over 50 per accedere ai luoghi di lavoro. Perciò non vi è dubbio che se i lavoratori svolgono la propria attività utilizzando lo smart working ad esempio presso la propria abitazione non sono tenuti ad avere il green pass rafforzato per poter lavorare e percepire la retribuzione. Saranno sottoposti alla sanzione prevista per la violazione dell’obbligo vaccinale, ma nessuna sanzione potrà essere comminata né ai datori di lavoro né ai lavoratori nel caso di utilizzo dello smart working - continua Rossini -. Il sindaco ha espressamente affermato che tale interpretazione è orientata ad evitare un’elusione dell’obbligo vaccinale. In altre parole: il ricatto “o ti vaccini o ti privo di lavoro e retribuzione” non funziona se i lavoratori possono continuare a lavorare e a percepire lo stipendio facendo smart working. Bisogna quindi trovare ogni mezzo per privare le aziende di validi lavoratori e i lavoratori del lavoro e dello stipendio - afferma Rossini -. Ricatti, discriminazioni, emarginazione, interpretazioni delle disposizioni di legge forzate, difficoltà create alle aziende che vengono private dell’apporto lavorativo dei dipendenti, famiglie private di risorse economiche, tutto si fa per costringere anche l’ultimo over 50 a vaccinarsi. Sarebbe bene invece fermarsi e riflettere evitando di forzare un dettato normativo già sufficientemente vessatorio per famiglie ed imprese. Dagli amministratori locali particolarmente vicini ai cittadini e alle loro comunità ci si aspetterebbe poi una richiesta chiara rivolta al governo centrale di superamento dello stato di emergenza con la scadenza del 31 marzo e di contemporanea eliminazione del green pass, non certo una sudditanza acritica nei confronti del governo e dei suoi ministri. Occorre fare tutto il possibile perché al più presto non si sia più costretti ad esibire un certificato verde per svolgere le attività che caratterizzano la nostra quotidianità”.
'Modena, sindaco vorrebbe imporre super green pass in smart working'
Elisa Rossini sulle parole del sindaco di Modena durante il Consiglio di ieri su obbligo di green pass rafforzato anche per lavoratori over 50 in smart working
“La norma parla espressamente di utilizzo del green pass rafforzato per gli over 50 per accedere ai luoghi di lavoro. Perciò non vi è dubbio che se i lavoratori svolgono la propria attività utilizzando lo smart working ad esempio presso la propria abitazione non sono tenuti ad avere il green pass rafforzato per poter lavorare e percepire la retribuzione. Saranno sottoposti alla sanzione prevista per la violazione dell’obbligo vaccinale, ma nessuna sanzione potrà essere comminata né ai datori di lavoro né ai lavoratori nel caso di utilizzo dello smart working - continua Rossini -. Il sindaco ha espressamente affermato che tale interpretazione è orientata ad evitare un’elusione dell’obbligo vaccinale. In altre parole: il ricatto “o ti vaccini o ti privo di lavoro e retribuzione” non funziona se i lavoratori possono continuare a lavorare e a percepire lo stipendio facendo smart working. Bisogna quindi trovare ogni mezzo per privare le aziende di validi lavoratori e i lavoratori del lavoro e dello stipendio - afferma Rossini -. Ricatti, discriminazioni, emarginazione, interpretazioni delle disposizioni di legge forzate, difficoltà create alle aziende che vengono private dell’apporto lavorativo dei dipendenti, famiglie private di risorse economiche, tutto si fa per costringere anche l’ultimo over 50 a vaccinarsi. Sarebbe bene invece fermarsi e riflettere evitando di forzare un dettato normativo già sufficientemente vessatorio per famiglie ed imprese. Dagli amministratori locali particolarmente vicini ai cittadini e alle loro comunità ci si aspetterebbe poi una richiesta chiara rivolta al governo centrale di superamento dello stato di emergenza con la scadenza del 31 marzo e di contemporanea eliminazione del green pass, non certo una sudditanza acritica nei confronti del governo e dei suoi ministri. Occorre fare tutto il possibile perché al più presto non si sia più costretti ad esibire un certificato verde per svolgere le attività che caratterizzano la nostra quotidianità”.
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