'Qualche settimana fa è stata pronunciata nei miei confronti una sentenza di condanna per una errata imputazione a bilancio di un debito atipico, ereditato dal 2012. Come è stato riconosciuto, ho sempre operato nell’esclusivo interesse del Comune, che, al massimo, mi accusano di aver favorito “ingiustamente”. Io sono assolutamente certa di aver sempre e solo salvaguardato gli interessi dell’ente che amministro e, soprattutto, di aver agito in totale buona fede e per questo farò ricorso in appello. Tuttavia, le tempistiche per arrivare a sentenza, vanno oltre la scadenza elettorale del 2021. In queste settimane ho sentito una solidarietà, un affetto e una vicinanza umana che forse, mai, avevo sentito prima e che mi hanno dato una grande carica di energia. E per questo vi ringrazio dal profondo del cuore. Ma la condanna, anche se di lieve entità e per i motivi che conoscete, resta tale. E in politica, prima di ogni cosa, bisogna essere coerenti con i propri principi - afferma la Appendino -. E io continuerò ad esserlo, rispettando le regole con cui mi sono candidata nel 2016. Per questo, ho preso una decisione, non nego, molto dolorosa, ma necessaria: dopo aver a lungo riflettuto, ho deciso di fare un passo di lato. Non correrò, dunque, nuovamente per la carica di sindaca'.
Un inaspettato moto di orgoglio da un esponente di punta del Movimento 5 Stelle, un Movimento che negli ultimi mesi ha calpestato tante delle promesse delle origini, a partire - ovviamente - dalla alleanza col Pd.



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