'Una delle esperienze più belle di questi cinque anni da sindaco è stata quella delle assemblee e degli incontri nelle polisportive, nei circoli degli anziani, nei luoghi della nostra comunità. A Modena e in Emilia-Romagna si vive 2,5 anni in più e questa è una risorsa, perchè uno qui si sente meno solo'. Quindi, 'dobbiamo fare di tutto per tenere fuori casa le persone e tenerle insieme nei luoghi di aggregazione: più le chiudiamo in casa, più vince Salvini. Questo è il suo vero obiettivo: tenere le persone impaurite in casa'. Così il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli, parlando oggi pomeriggio alla platea dello Spi-Cgil, i pensionati della Camera del lavoro. Nei giorni delle visite in città di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, il sindaco Pd rivendica tutta la propria linea a tema elevandola rispetto a quella sovranista, più o meno recente. 'Rivendico il mio antifascismo storico ed anche una certa provenienza, che tengo ad evidenziare', scandisce il sindaco.
'Una polisportiva, un circolo dove parlare con qualcuno. Sto continuando come da cinque anni a questa parte, con più di 100 assemblee e incontri nei luoghi sensibili per riconnettere i fili della comunità con la politica' - dice citando tombole e serate nei locali Arci, Acli e compagnia: 'Diverse giocatrici mi dicono 'non abbiamo paura a tornare a casa tardi la sera, no, noi stiamo bene insieme'. Questo pezzo in Italia non c'e', dove vince la paura'. £ insiste rinfacciando alla Lega e ai suoi sindaci la politica sulle opportunità agli 'stranieri', a partire da quelli più piccoli: 'Uno degli elementi segnati nella Costituzione è quello della progressività: chi più ha deve dare, chi meno ha deve avere. A Modena chi non ha deve avere, un bambino che a Modena ha i genitori senza soldi- quasi urla Muzzarelli- deve mangiare nelle mense, questo dev'essere chiaro. Non come succede nei Comuni della Lega, dove gli fan portare il panino da casa o non gli danno da mangiare. Se cominciamo a frazionare la comunità altro che odio: ritorniamo al classismo, che peraltro è già in atto'.
E così, non molla Muzzarelli, si arriva via via 'alla flat tax, dove ricco e povero alla fine pagano sempre il 15%. Mi hanno risposto che il 15% di un ricco è più alto di quello del povero, io dico ma vaff... non ho un altro termine. O ritroviamo redistribuzione sociale, o non ci saltiamo fuori'.



