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Nidi, maggioranza si spacca: 'Che delusione, giunta naviga a vista'

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Stella (Sinistra): 'Bei tempi quando assessori e sindaci di Modena si battevano al fianco delle mamme e delle famiglie modenesi inventandosi il doposcuola'


Nidi, maggioranza si spacca: 'Che delusione, giunta naviga a vista'
Ieri la Delibera 'Modena Zero Sei' che prevede anche la esternalizzazione dal Comune alla Fondazione Cresciamo della gestione di due Nidi Comunali è passata con il voto contrario del consigliere di Sinistra Walter Stella e la non partecipazione al voto dei consiglieri Scarpa e Trianni. Uno strappo grave all'interno della maggioranza che comunque non ha impedito l'approvazione del documento.

Le parole di Stella in Consiglio però certificano il baratro che divide oggi il Pd di Modena e il suo alleato di sinistra. Lo riportiamo in modo integrale.

'Il percorso che ha portato a licenziare questa delibera ha evidenziato criticità nel metodo e nel merito - ha detto Stella -. Sinistra per Modena ha dichiarato da sempre la sua contrarietà ad ogni ipotesi di esternalizzazione e quando è venuta a conoscenza dell’intenzione della Giunta di procedere al passaggio di 2 nidi alla Fondazione (parliamo dell’inverno del 2019 e quindi non ancora in fase conclamata dell’emergenza sanitaria) ha immediatamente chiesto in sede di maggioranza un confronto serio per comprendere le reali ragioni che pareva ponessero l’obbligo di percorrere quella strada e contestualmente la ricerca di soluzioni, prima politiche più che tecniche, alternative.
Dopo la nostra immediata presa di posizione quali rappresentanti in Consiglio comunale del quasi 10% dei cittadini modenesi, dopo le altrettante contestuali (dico contestuali perché l’obiettivo non è mai stato dimostrare chi è stato più bravo o più veloce) chiare prese di posizione delle Associazioni femminili e femministe come UDI e Blu Bramante, di storiche coordinatrici pedagogiche, di ex dirigenti scolastici, di Comitati dei genitori di diverse scuole dell’infanzia e del suo Coordinamento comunale, delle 208 educatrici e assistenti, dipendenti comunali ai servizi all’infanzia presenti ad una recente assemblea convocata, forse un po' tardivamente, dall’Assessora Baracchi, dei sindacati di categoria della scuola e successivamente di quelli confederali delle 3 sigle più importanti e di altre forze politiche rappresentate oggi in Consiglio comunale come il M5S o altre non rappresentate, lettere e cartoline aperte, sit-in e manifestazioni di piazza sempre rispettose dell’emergenza sanitaria, ho preso atto mio malgrado che l’Amministrazione abbia difettato nel confronto e nel reale ascolto'.

'A seguito di tutte queste reazioni civiche e politiche, un risultato pare si sia ottenuto, ovvero una sterzata rispetto a quella che era l’intenzione della prima ora; la Giunta ha soprasseduto all’intenzione di emettere un bando per privatizzare i 2 servizi nido ed ha dirottato la sua volontà verso il contenitore Cresci@mo senza però preoccuparsi di intervenire sulle criticità croniche note da anni palesate da anni nella Fondazione.
Si è voluto quindi innanzitutto definire, con tempi stringenti, il contenitore di Modena 0-6 senza però preoccuparsi prima di studiare, condividere e proporre contenuti, strategie didattiche e pedagogiche di questa innovativa visione dei nostri Servizi all’infanzia, che non sono a tutt’oggi in grado di stabilire se sia una strada efficace, perché mancano appunto i contenuti.
All’ultima Commissione Servizi che ha visto licenziate a mio parere in maniera frettolosa questa Delibera dopo solo due riunioni convocate nel giro di 4 giorni, venerdì scorso e l’altro ieri, altrimenti non si riusciva a discuterla per oggi, come fosse un termine temporale insuperabile, alcune risposte tecniche a semplici domande mi hanno dato conferma che diverse delle ragioni addotte anche da colleghi del primo partito della maggioranza non erano poi così fondate.
Mi spiego meglio con alcuni dati:
In Cresciamo, a differenza dei nidi a gestione diretta comunale dove vige il contratto EELL, viene adottato il contratto Anisei che prevede 8 ore lavorative mensili in più, 10 ore di presenza diretta in più, che comportano quasi 100 ore di lavoro in più all’anno … tutto ciò con una differenza annua di stipendio di circa 1300 euro in meno.
E’ stato stimato che ogni servizio nido esternalizzato in Cresciamo pare faccia risparmiare al Comune, anche grazie alle differenti condizioni retributive, 100.000 euro all’anno, cifra ben lontana dal risanamento del bilancio pubblico che anche qui, senza particolare chiarezza, oscilla dai -20 ai – 35 milioni di euro.
L’ipotesi di ragionare sulla statalizzazione delle materne al fine di garantire le necessarie risorse economiche per il funzionamento e la retribuzione del personale dei servizi nido, non mi risulta sia stata neppure presa in considerazione, come non è stata considerata l’ipotesi, a differenza di altri Settori, di ritenere strategici i servizi all’infanzia a tal punto di garantirne il 100% del turn over (il personale dei 2 nidi che si esternalizzeranno fino ad oggi è stato rappresentato da TD e interinali) sul quale è vero anche oggi le normative vigenti pongono ai comuni alcuni limiti sul numero delle assunzioni, ma non impediscono, se c’è la volontà politica, di decidere di coprire per alcuni settori l’intero fabbisogno occupazionale, cosa che avviene già su altri servizi proprio a Modena.
Vengono quindi smentite le motivazioni relative a questioni di emergenza sanitaria, problemi di risanamento del bilancio, e copertura occupazionale.
Quello che noi di Sinistra per Modena auspicavamo è che prima si affrontassero, nei tempi e nei modi giusti, queste evidenti problematiche alle quali vanno ad aggiungersene altre legate alla garanzia della continuità didattica e organizzativa generale.
Altro quesito al quale non si è avuta risposta: se davvero il Comune ha convintamente in animo questa innovazione di Modena 0-6, che senso ha avuto inserire in Cresciamo soltanto 2 dei 15 nidi attualmente gestiti direttamente? O si decide di sperimentare l’intero sistema, oppure nei prossimi 4 o 5 anni si rischia, ogni anno a venire, uno stillicidio di 2 o 3 nidi comunali che saranno fatti passare a Cresciamo, che ricordo essere un Istituto di diritto privato, governato e finanziato sì al 100% dal Comune ma le cui educatrici e assistenti non compaiono più come dipendenti comunali e in virtù di questo, non si può escludere in maniera assoluta che in qualsiasi momento la Fondazione potrebbe essere benissimo ceduta in blocco e privatizzata … altro problema non di poco conto.
Altro fattore che potrebbe mettere in crisi o stravolgere l’idea di Modena 0-6 potrebbe anche essere l’attesa Legge nazionale che parla di sistema educativo 3-18 e non 0-18.
Lo dico con molto rammarico e delusione, ma la mia impressione è che su tutta questa vicenda l’Amministrazione stia navigando a vista e, se fossi invece smentito, ed emergesse una reale e consapevole volontà di azione, riterrei la cosa ancor più seria e incomprensibile.
Ricordo a tutti i presenti che non sono poi così lontanissimi i tempi in cui assessori e sindaci di Modena, come a Reggio Emilia, si battevano e manifestavano assieme e al fianco delle mamme e delle famiglie modenesi inventandosi il doposcuola, o per l’appunto gli asili nido, al fine però di garantire un Servizio educativo di qualità, con un progetto didattico e pedagogico di spessore ben coordinato e dove non sussisteva la sola preoccupazione di offrire ai genitori che andavano a lavorare un semplice contenitore-parcheggio per i propri figli.
Troppe fughe in avanti, forzature politiche al di là comunque delle più nobili intenzioni e convinzioni di ognuno di noi, assenza di confronto con tutti gli attori che dovrebbero essere coinvolti preventivamente e non a postumi, mancanza di una visione chiara e definita, appelli e sollecitazioni, che ho ricevuto personalmente, ad adottare senso di responsabilità a senso unico su operazioni di fatto al buio, mi inducono a dare un giudizio negativo, per la sua genesi e la poca chiarezza dei contenuti, e ad esprimere un voto di dissenso a questa delibera'.


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