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No alla Dad, sì a lezioni in aula: in piazza a Modena esplode protesta

No alla Dad, sì a lezioni in aula: in piazza a Modena esplode protesta

In tanti questa mattina hanno voluto partecipare in piazza Grande a Modena alla manifestazione promossa dal Comitato Priorità alla scuola


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In tanti questa mattina hanno voluto partecipare in piazza Grande a Modena alla manifestazione promossa dal Comitato Priorità alla scuola per la riapertura delle scuole.



Una protesta alla quale si aggiunge lo sciopero bianco di due ore degli studenti dalla Dad.
'Invece di riaprire le scuole e così ripristinare dei diritti costituzionali, presidenza della Repubblica e Governo si lanciano con fervore in progetti filantropici che promettono distribuzioni di “device”. Svaniti, alla prova dei fatti e del naufragio socio-sanitario a cui stiamo assistendo, tutti quei bei discorsi sui “nativi digitali”, ora abbiamo la filantropia, che si attrezza per affrontare a modo suo uno dei ritardi cronici del Paese. Ma di nuovo imbroglia le carte, confondendo forma e sostanza, strumento e funzione, dotazione e capacità di uso.



Nessuno affronta il punto di una riforma della scuola che punta su digitali e atomizzati, digitali e disgregati, digitali e abbandonati. Di fronte a tutto questo non alziamo bandiera bianca non vogliamo certo una riforma della scuola fondata sulla didattica a distanza, che ci viene riproposta dopo i fasti della primavera e dell’estate scorse. Per questo abbiamo lanciato uno sciopero della didattica a distanza: “usciamo dagli sche(r)mi” perché “questa casa non è una scuola” - afferma Priorità alla scuola -.
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Tutto il Paese è invitato a porre attenzione alla scuola pubblica e a esprimersi in sua difesa e per la sua valorizzazione: la scuola è perno della cittadinanza e del pieno godimento di tutti i diritti, uno dei fondamenti del patto sociale che unisce la comunità. Senza scuola non ci sono diritti'.



'Il primo urgente provvedimento di riforma riguarda l’immediata riduzione del numero di alunni/e per classe, fissando un tetto massimo di venti, abolendo ogni possibilità di accorpamento per le classi successive. Si chiede che i finanziamenti del Recovery Fund siano pertanto utilizzati per il potenziamento di tutto il personale scolastico, con un piano di assunzioni e di stabilizzazione dei docenti precari, adeguamento degli spazi e degli edifici scolastici, con ripristino di vecchi edifici e realizzazione di nuovi'.
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