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'Oscurare i manifesti autorizzati con escamotage politico è preoccupante'

'Oscurare i manifesti autorizzati con escamotage politico è preoccupante'

L'intervento del consigliere Maria Grazia Modena sull'atto della giunta sulla campagna di affissioni contro l'educazione gender nelle scuole


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Ritengo atto politico gravissimo quello compiuto dall’assessore Camporota, che oscura con due giorni di anticipo rispetto alla loro naturale scadenza i Manifesti “no educazione gender” da lei stessa autorizzati all’affissione e riconosciuti legittimi e conformi alla normativa e ai regolamenti vigenti anche in Consiglio comunale durante la discussione di un’interrogazione critica verso quelle affissioni del PD e del consigliere Bignardi, dove si era riservata di rivedere il regolamento comunale ispirandosi al modello Rimini'. A parlare è Maria Grazia Modena, consigliere comunale della Lista civica
“Modena x Modena”.

 

'Oggi, al colpo al cerchio della legittimità di affissione sostenuto ieri, da il colpo alla botte in favore dei consiglieri interroganti di maggioranza, portatori della linea caldeggiata dall'arcigay e dal movimento LGBTQ+, cedendo evidentemente alle bizze interne della maggioranza, già in forte agitazione per lo scandalo aMo, ma pericolosamente varcando con un tale provvedimento i confini dell’arbitrarietà nell’uso del potere amministrativo in quanto lo esegue sulla base di una ipotesi di futura modifica ai regolamenti. Un escamotage politico piuttosto che giuridico molto preoccupante per le implicite potenzialità di censura' - afferma la Modena.
'Se le manifestazioni 'scomode' possono essere oscurate senza che i regolamenti o sentenze vigenti lo considerino, vuol dire aprirne alle giunte politiche l’uso strumentale, rendendo il confine tra autodifesa pubblica e censura molto labile.
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Il Comune può anche possedere la discrezionalità di agire in anticipo, ma non può mai scavalcare la trasparenza procedurale. L’atto dell’assessore Camporota è fortemente ambiguo: formalmente motivato da ragioni di controllo sociale e psicologico, ma tecnicamente anticipatorio e accusabile di volontà censorie. Alla faccia del principio di certezza del diritto. Qui si configura una forma di censura preventiva, aggravata dal fatto che oscura una campagna già autorizzata in base alle leggi vigenti'.

 

'Un buon amministratore competente e rispettoso dei comportamenti e norme dettati dalle regole democratiche non avrebbe avuto la fretta “ritardata” (manifesti erano in scadenza fra due giorni) dell’Assessore Camporota, ma si sarebbe preoccupato principalmente di garantire il bilanciamento tra libertà di espressione, tutela di diritti fondamentali e certezza delle regole attraverso lo strumento dell’Avviso pubblico ai promotori del rischio di violazione, dando loro il tempo per adeguare il contenuto e solo in caso di mancata revisione rimuovere o oscurare i manifesti. Ma, evidentemente, la fretta di dare un segnale politico al “politicamente corretto” interno. l’ha spinta sulla china di un'azione 'anticipatoria' senza l’opportuna copertura della revisione regolamentare e partecipata.
In questo modo ha fatto della gestione della cosa pubblica uno strumento più vicino al controllo preventivo teso a censurare messaggi sgraditi, che a tutela equilibrata del bene comune - chiude la Modena -. Cari modenesi a Modena non c’è solo lo scandalo aMo a segnalare una deriva di gestione del bene pubblico preoccupante, ma ve ne è una ancor più insidiosa e grave legata ad un provvedimento politico inutile, anticipatorio, antidemocratico che contrasta con il principio di certezza del diritto, che scavalca la trasparenza procedurale, sollevando dubbi di incoerenza, che mina la libertà di parola e di pensiero, che è censorio nei riguardi di manifestazioni “scomode”, riducendo il diritto di manifestare opinioni dissenzienti, che rischia di indebolire il pluralismo e la libertà di tutti noi'.
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Nato a Modena nel 1969, svolge la professione di giornalista dal 1995. E’ stato direttore di Telemodena, giornalista radiofonico (Modena Radio City, corrispondente Radio 24) e consigliere Corecom (C...   

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