Si è tenuta questa mattina in piazza Roma a Modena, davanti alla statua di Ciro Menotti,
la cerimonia 'Un fiore e una poesia per il Tricolore italiano'. L'iniziativa era promossa da varie associazioni risorgimentali tra cui il Comitato di Caserta e di Modena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento, l'Unuci, le Guardie d'Onore del Pantheon e l'Associazione Giuseppe Garibaldi per 'protestare contro ogni forma di revisionismo storico contestando la recente affissione della lapide sulla facciata dell'Accademia Militare'.'Certamente viene chiesta la rimozione della lapide, però il punto non è solo la lapide, la lapide è solo un aspetto, la punta dell'iceberg, qui a Modena e in tutta Italia, perché esiste in tutta Italia una pericolosissima deriva antiunitaria che si appoggia a pseudo-argomentazioni storiche - ha detto Ascanio Guerriero, tenente in congedo dei carabinieri che fu allontanato di peso e denunciato dalla Digos per resistenza a pubblico ufficiale per aver sventolato il Tricolore durante la cerimonia di affissione della lapide lo scorso 22 novembre -. Questo è il problema, vengono riaperte ad arte antiche ferite, create anche ex novo.
Questo è particolarmente grave nel mezzogiorno d'Italia, dove ormai quasi tutti hanno creduto alla vulgata dei cosiddetti neoborbonici, per i quali l'unità d'Italia è un'impostura, Garibaldi è un brigante, Vittorio Emanuele è un criminale e così via, e Carmine Crocco invece è un fiore di giardino'.'Tutto questo determina la debolezza dell'Italia nel suo interno, porta conflitti fra le regioni e determina la debolezza internazionale perché è chiaro che noi siamo ormai composti anche in gran parte da cittadini che non hanno più fiducia. Il gesto di Modena ha voluto essere un gesto di carattere nazionale, che vede il problema qui, ma vede il problema in tutta Italia. Noi chiediamo la rimozione senz'altro, ma chiediamo che il Risorgimento torni ad essere protagonista della vita d'Italia e non venga sempre tenuto ai margini'.Eppure la lapide ha avuto la legittimazione di fatto dal Ministero e della Sovrintendenza? 'Evidentemente qualcuno ha mosso i suoi santi ed evidentemente in queste sfere ci sono persone che non hanno la sensibilità necessaria per capire queste cose, certamente è una cosa scandalosa, anche che il Ministero della Difesa abbia dato l'approvazione e che tutti abbiamo dato l'approvazione, lo stesso municipio. Io sono un tenente dell'arma in congedo congedato con onore, queste sono le cose a cui tengo, il resto è secondario'.'Siiamo qui per protestare contro una lapide nella quale c'è un falso storico,
non accettiamo revisionismi, non accettiamo che si dica che gli stati preunitari diedero vita al Regno d'Italia nel 1861, perché questa è una falsificazione storica inaccettabile - ha aggiunto Giulia Manzini, segretaria dell'Istituto per la Storia di Modena, del Comitato di Modena dell'Istituto per la Storia del Risorgimento -. Noi siamo qui oggi per difendere l'unità d'Italia, per difendere il tricolore e per dire no a qualsiasi forma di passatismo e di revisionismo della storia. Chiediamo che questa lapide offensiva per tutti venga tolta, venga eliminata perché molti esponenti del cosiddetto partito duchista se ne sono dissociati esplicitamente, dicendo che questa lapide è offensiva anche per chi crede nei duchi'. 'Abbiamo già fatto un accesso agli atti alla sovrintendenza, chiederemo alla sovrintendenza e al Comune di Modena di rimuovere la lapide perché è un'offesa per tutta Modena ed è un'offesa per la Storia'.