'Noi che non siamo mai stati di destra nè di sinistra ma federalisti e autonomisti abbiamo visto la mano del centralismo romano, per fare un esempio, mandare un generale come commissario per le terre della Romagna alluvionate senza dare e fare nulla - continua Bellei -. Quindi pensiamo che sia giunta l'ora di tornare in campo nei nostri territori che sono ostaggio delle politiche centraliste romane. Vorremmo uno stato unitario favorevole al riconoscimento di ampie autonomie territoriali e al riconoscimento delle funzioni di governo, in poche parole sarebbe auspicabile nell'interesse di crescita globale della nazione Italia, avere sanità, istruzione gestita dallo stato centrale. Crediamo che il federalismo serva per opporsi alle politiche nazionaliste e centraliste della destra abbandonate dalla Lega e mai pensate dalla Sinistra'.
'Il federalismo è una tecnica per unire popoli e nazioni e fornisce molte opzioni per organizzare la società. Praticamente è un patto basato sulla fiducia tra cittadini e istituzioni con stessi valori etici di verità, onestà, lealtà, fedeltà, onore e responsabilità che sono alla base delle relazioni d'amicizia e che devono valere maggiormente nelle relazioni politiche. Tengo a precisare che il principio di sussidiarietà verso chi ha meno è intrinseco - continua Bellei -. Per quanto mi riguarda penso che democrazia e patriottismo mal si conciliano, un esempio nella seconda guerra mondiale dove ha trionfato il nazionalismo ed è morta la democrazia. A mio avviso forze nascenti come la nostra dovrebbero essere lungimiranti e prepararsi ad accogliere e ad allargarsi verso altre forze con la stessa visione. Pensare federale, un federalismo che inteso come formula politica che aggreghi e che integri, è una necessità dopo che tutti i soggetti politici vecchi e nuovi di oggi hanno fatto la scelta opposta, vale a dire quella di un nazionalismo miope e aggressivo.



