La vicenda del neonato morto domenica mattina a Sassuolo dopo un viaggio da Pavullo, apre, come e' 'inevitabile', una 'riflessione sul nuovo assetto della sanita' nella provincia di Modena, perche' quello che si va delineando appare gia' connotato da un marcato squilibrio e da una ripartizione territoriale potenziale fonte di disagi e criticita''.
Nonostante l'avviso del dg dell'Ausl Massimo Annicchiarico ai 'critici', sul caso del piccolo deceduto a Sassuolo per le complicanze di un caso di distacco di placenta, e' Forza Italia a trovare in un qualche modo un nesso tra l'episodio e il riassetto sanitario in atto, che tra l'altro ha superato il punto nascite di Pavullo. 'Oggi ci troviamo a fare i conti- la butta in politica il consigliere comunale Fi di Modena Giuseppe Pellacani, esprimendo anzitutto 'vicinanza' alla famiglia- con un vizio genetico, che affonda le sue radici in errori politici della sinistra modenese, dal Pci al Pd, e dei direttori sanitari da loro scelti, che mai hanno osato fare obiezioni verso una scelta quantomeno discutibile: la costruzione di un poderoso ed oneroso (300 miliardi di lire circa) ospedale a Baggiovara, a pochi chilometri dal Policlinico di Modena e dall'ospedale di Sassuolo, con duplicazioni di costi e di servizi e con bilanci costantemente in rosso'. E' stata questa decisione 'che ha inferto un colpo mortale alla sanita' modenese, fino ad allora in perfetta salute, e determinato uno sbilanciamento dell'offerta sanitaria territoriale', nota Pellacani.
Forza Italia, in ogni caso, dice che 'insiste e si batte, ignorata, richiedendo una organizzazione sanitaria a rete sulla base di una suddivisione territoriale in tre macroaree equilibrate: la montagna, con baricentro nell'ospedale di Pavullo, la pianura con il Policlinico e Baggiovara (gestione unica), la bassa con gli ospedali di Carpi e Mirandola'.


