Ed è così che Di Maio, dopo avere incontrato i dipendenti della Steel in uno degli uffici all'ingresso della fabbrica con vista A22, ascolta il titolare esporre la situazione dell'azienda ma, più in generale, quella in cui si trovano centinaia, se non migliaia di imprenditori titolari di aziende medie e piccole come Steel Cucine. Cosa va e cosa non va. Anche dei provvedimenti del governo. E se ci sono cose che vanno ce ne sono altre che non vanno. Su tutti gli effetti del decreto dignità sui contratti: 'Mi creda Ministro, noi imprenditori vorremmo assumere le persone a tempo indeterminato - afferma il titolare Auto Po - ma la situazione porta ad avere bisogno di contratti a tempo determinato'. Di Maio ascolta, sembra incassare, ma poi afferma: 'Col decreto dignità, abbiamo ottenuto risultati importanti, ma se ascoltando gli imprenditori valuteremo che ci sono cose che non vanno e da correggere, procederemo' - rassicura Di Maio. 'Non sarebbe la prima volta. Lo abbiamo fatto con tanti provvedimenti'
E qui Di Maio attacca con il suo intervento: 'Per capannoni come questo in cui ci troviamo abbiamo introdotto la deducibilità al 60%, entro un anno la deducibilità sarà totale. Abbiamo avuto difficoltà, ma questo governo andrà avanti per 4 anni.
Di Maio illustra le priorità del governo nel campo del lavoro e dello sviluppo: 'Puntiamo sull'innovazione sul modello francese, dove hanno creato un fondo da due miliardi rinunciando anche a partecipazioni statali, e sulla formazione e la ricerca del lavoro su un modello tedesco. Oggi la formazione in Italia la devono fare gli imprenditori. Pensate che solo a Berlino centro, c'è una struttura per la ricerca del lavoro, per fare incrociare domanda ed offerta di lavoro e di formazione, che conta 10.000 dipendenti. Che vanno direttamente in azienda a raccogliere le esigenze ed i fabbisogni e gestiscono l'incrocio con la domanda. In Italia questo sistema non funziona. In questo settore, abbiamo 8000 dipendenti a livello nazionale. Non dico che bisogna aspirare come in Germania, visto che di dipendenti pubblici ne abbiamo anche troppi, ma fare funzionare meglio le cose, sì'
In prima fila, ad ascoltarlo ci sono anche il sindaco uscente ricandidato PD Alberto Bellelli, e la candidata sindaco M5S Monica Medici. Oltre ai parlamentari Lanzi e Ferraresi. Di Maio parla per più di mezz'ora. Troppo per lasciare spazio alle domande degli imprenditori ai quali il titolare aveva promesso spazio. 'Mi hanno assicurato che potrete mandare delle mail, alle quali il ministro risponderà'. La cosa non convince. Molti storcono il naso.
Per quanto riguarda la questione migranti, Di Maio assicura: ''bbiamo fiducia nel presidente del Consiglio. La linea sull'immigrazione è giusta. Quello che dobbiamo ottenere nei prossimi mesi è il sistema di rimpatri, dobbiamo fare molto di più. Io non faccio il ministro dell'Interno ma voglio mettercela tutta perché siamo una squadra e lavoriamo tutti insieme. Speriamo di sottoscrivere accordi che servono per i rimpatri'.
E' tempo di andare e di saluti. Ultime strette di mano. Anche con il sindaco PD: 'Grazie per l'incontro, l'altro Vicepremier (il riferimento è a Salvini, ndr), non si è nemmeno degnato di un saluto' - chiude ironicamente Bellelli
Gi.Ga.



