'Ieri, in Consiglio Comunale, ho portato la testimonianza di Daria, una donna che ha vissuto l’esperienza dell’aborto. A nome suo e di tante altre, ha sottolineato come il problema non siano le preghiere, ma piuttosto la mancanza di vicinanza e di aiuti concreti. Eppure, il dibattito si è trasformato in uno scontro ideologico, nel quale queste voci sono state ignorate. Al loro posto, è stata proposta una visione stereotipata della donna che desidera abortire senza interferenze, come se questa scelta fosse priva di profondità o sofferenza. Una maggioranza che non ha a cuore i bambini e le donne che la sconfitta dell’aborto la conoscono bene. Con dispiacere, ho preso atto che per il sindaco e per la maggioranza il problema principale sembri essere chi prega, e non i 595 aborti che si verificano ogni anno nell’ospedale di Modena — una media di 50 al mese, 12 alla settimana. Secondo questa visione, la vera violenza non risiede negli aborti stessi, ma nelle preghiere. La numerosa partecipazione del pubblico al dibattito, composto quasi interamente da persone che sostenevano le preghiere per la vita, è un segno di un cambiamento in atto a Modena. C’è una crescente attenzione verso questi temi, e il confronto in Consiglio non ha fatto altro che alimentarla ulteriormente. Infine, sono soddisfatto che il sindaco abbia riconosciuto, seppur con dispiacere, di non avere il potere di fermare queste preghiere. Questo è un dato di fatto che, spero, spinga verso un dibattito più aperto e orientato a soluzioni reali per le donne e i bambini' - chiude Mazzi.
'Per il sindaco problema è chi prega, non il dramma di chi abortisce'
Andrea Mazzi: 'Sono soddisfatto che il sindaco abbia riconosciuto, seppur con dispiacere, di non avere il potere di fermare queste preghiere'
'Ieri, in Consiglio Comunale, ho portato la testimonianza di Daria, una donna che ha vissuto l’esperienza dell’aborto. A nome suo e di tante altre, ha sottolineato come il problema non siano le preghiere, ma piuttosto la mancanza di vicinanza e di aiuti concreti. Eppure, il dibattito si è trasformato in uno scontro ideologico, nel quale queste voci sono state ignorate. Al loro posto, è stata proposta una visione stereotipata della donna che desidera abortire senza interferenze, come se questa scelta fosse priva di profondità o sofferenza. Una maggioranza che non ha a cuore i bambini e le donne che la sconfitta dell’aborto la conoscono bene. Con dispiacere, ho preso atto che per il sindaco e per la maggioranza il problema principale sembri essere chi prega, e non i 595 aborti che si verificano ogni anno nell’ospedale di Modena — una media di 50 al mese, 12 alla settimana. Secondo questa visione, la vera violenza non risiede negli aborti stessi, ma nelle preghiere. La numerosa partecipazione del pubblico al dibattito, composto quasi interamente da persone che sostenevano le preghiere per la vita, è un segno di un cambiamento in atto a Modena. C’è una crescente attenzione verso questi temi, e il confronto in Consiglio non ha fatto altro che alimentarla ulteriormente. Infine, sono soddisfatto che il sindaco abbia riconosciuto, seppur con dispiacere, di non avere il potere di fermare queste preghiere. Questo è un dato di fatto che, spero, spinga verso un dibattito più aperto e orientato a soluzioni reali per le donne e i bambini' - chiude Mazzi.
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