'Il conto alla rovescia è iniziato, ma non è stato comunicato come verranno effettuate le sostituzioni. Tra le ipotesi in campo non è esclusa una riduzione – o addirittura un nuovo taglio – ai mezzi di soccorso, ma tra gli scenari prospettati, l’Ausl, spazia fino alla chiusura di uno dei sette Pronto Soccorso provinciali. Se l’assessore regionale Fabi pensa a dei tagli, dovrebbe partire dagli sprechi e dalle inefficienze dovuti ai doppioni tra Policlinico e Baggiovara, non dai presidi della provincia, già messi a dura prova'.
'Il territorio dimostra numeri importanti: Mirandola registra poco meno di 30.000 accessi l’anno, a conferma della fiducia e dell’apprezzamento dei cittadini e il CAU di Finale Emilia conta circa 7.000 accessi annui. Dopo il sisma, questo territorio attende ancora investimenti fondamentali, come la creazione dei posti letto di terapia semi-intensiva, più volte annunciata dal centro-sinistra e mai aperta. Così come la medicina d’urgenza che formalmente è stata assegnata da tempo, ci sono anche le sale arredate da circa due mesi, ma è tutto chiuso. Dobbiamo sempre arrivare a minacciare un esposto alla Corte dei Conti per i tanti soldi pubblici sprecati - incalzano Platis, Tirabassi e Neri - per smuovere la Regione e la dirigenza Ausl? Negli ultimi giorni circolano inoltre grafici e simulazioni che prospettano un crescente affidamento ai volontari per la copertura dei turni delle ambulanze infermieristici ed agli infermieri per la sostituzione delle automediche. Si paventa perfino la chiusura di Pediatria a Mirandola che invece andrebbe potenziate ed orientata, grazie alla grande esperienza maturata dal Santa Maria Bianca in ambito pneumologico, ad una significativa implementazione orientata alla cura delle malattie respiratorie del bambino. La normativa – non Forza Italia – stabilisce che debba esserci un mezzo medicalizzato ogni 60.000 abitanti con la copertura di un territorio non superiore a 350 Kmq: questo significherebbe 1,5 mezzi per Mirandola e quasi 2 per Carpi. La realtà è ben diversa: un solo mezzo attivo per 200.000 residenti tra Unione Area Nord e Terre d’Argine.



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