Curiosità perchè a Modena non si voterà in autunno per le amministrative, ma lui ha colto comunque l'occasione per dichararsi soddisfatto dell'esito delle primarie del suo partito, il Pd, a Bologna e a Roma, tacendo ovviamente sui flop di votanti a Torino e sui contrasti e le spaccature verificatesi a Napoli, in Calabria, in Sicilia e altrove.
E lo ha fatto con la solita sicumera tipica della scuola comunista di un tempo, fatta di spocchia, sufficienza, ostentazione del potere, presunzione. Da primo della classe, insomma, cui tutti debbono adeguarsi, dentro e fuori il Pd, dove infatti nessuno parla se non lui, e lo fa come sindaco e come capo del partito (come dimostra questa inattesa dichiarazione) nel silenzio più assoluto di tutti gli altri, compresa la componente ex margheritina della sua maggioranza, che non parla e non scrive e di cui i cittadini non s'avvedono della sua presenza. Eppure gli ex Dc presenti in giunta hanno il vice sindaco e alcuni assessori.
Ma Muzzarelli con questa dichiarazione indica anche l'agenda di lavoro ai dirigenti del suo partito: fare le primarie anche a Modena in vista delle amministrative del 2024 per mettere insieme le forze del centro sinistra. Senza perà fare nomi. I grillini che un giorno si e uno no gli votano contro in consiglio comunale? I Verdi? Ma quelli li ha già aggregati al carro del vincitore con qualche assessorato, cosi come le liste civetta, quelle preparate a tavolino alla vigilia delle elezioni per accaparrarsi i voti degli indecisi e dei senza partito.
Dunque una dichiarazione inattesa perchè lontana dall'appuntamento amministrativo e parziale e mistificatoria perchè si è dimenticato di dire che a Bologna, come hanno scritto i giornali, si è aperta una seria frattura all'interno del Pd tra Lepore e Isabella Conti, il coraggioso sindaco di San Lazzaro che è andata controcorrente rispetto alle scelte dell'apparato proponendo la propria candidatura contro quella di Lepore sfidandolo su temi concreti anche se scabrosi e scomodi come quello delle “colate di cemento delle coop edificatrici ad Idice”. Ponendosi dunque di traverso rispetto al granitico apparato di potere ex diessino di Bologna. Non a caso Lepore saluta i 'compagni' col pugno chiuso...
Insomma una dichiarazione estemporanea quella di Muzzarelli sull'altare della voglia di apparire, di proclamare, di essere comunque sui giornali anche se non ce n'è bisogno o non ce ne sono le esigenze e le necessità. La riproposizione stanca e stucchevole del classico teatrino della politica, quel teatrino di cui i cittadini modenesi farebbero volentieri meno.
Cesare Pradella



