'Si tratta di un percorso che a norma di legge dovrà concludersi nel 2024 e che il Consiglio comunale dovrebbe essere messo in condizione di approvare con piena cognizione di causa e dopo aver svolto nell’arco dei due anni il necessario approfondimento, dato che il PUG non è solo un atto generale di natura programmatica contenente principi di massima (quali la cosiddetta transizione ecologica programmata a livello europeo dal PNRR) ma un documento che contempla anche precise norme tecniche in materia urbanistica. Ebbene, l’assunzione del Piano Urbanistico Generale da parte del Consiglio comunale nella seduta del 29 dicembre comporterà a partire dalla sua prossima pubblicazione l'immediata coesistenza in determinate ipotesi della disciplina delle norme del PRG con quelle del PUG (cosiddetta “doppia conformità”): l’assunzione non è dunque a ben vedere un atto di democrazia o di maggiore coinvolgimento del Consiglio come sostenuto dall’Assessora all’Urbanistica, ma rischia di fare correre alla nostra città non un passo avanti verso la futuristica “Modena 2050” ma un salto nel buio - aggiungono Rossini e Baldini -. Abbiamo nelle settimane scorse più volte chiesto in Commissione le ragioni di tale scelta “politica” senza ricevere risposte convincenti. Il sindaco Muzzarelli con tono trionfalistico ha dichiarato che il nuovo Piano Urbanistico Generale dovrebbe rappresentare l'“eredità” più importante di questa consiliatura, ma la scelta di fare assumere al Consiglio comunale – ormai ridotto a un organo ratificatore della Giunta comunale e costretto ad esaminare nell’arco di meno di due settimane e per di più in periodo natalizio un documento lungo centinaia
'Pug Modena, Consiglio comunale ridotto a organo ratificatore Giunta'
I consiglieri di Fdi-Popolo della Famiglia Elisa Rossini e Antonio Baldini: 'Le consultazioni dei cittadini arriveranno in realtà a cose fatte'
'Si tratta di un percorso che a norma di legge dovrà concludersi nel 2024 e che il Consiglio comunale dovrebbe essere messo in condizione di approvare con piena cognizione di causa e dopo aver svolto nell’arco dei due anni il necessario approfondimento, dato che il PUG non è solo un atto generale di natura programmatica contenente principi di massima (quali la cosiddetta transizione ecologica programmata a livello europeo dal PNRR) ma un documento che contempla anche precise norme tecniche in materia urbanistica. Ebbene, l’assunzione del Piano Urbanistico Generale da parte del Consiglio comunale nella seduta del 29 dicembre comporterà a partire dalla sua prossima pubblicazione l'immediata coesistenza in determinate ipotesi della disciplina delle norme del PRG con quelle del PUG (cosiddetta “doppia conformità”): l’assunzione non è dunque a ben vedere un atto di democrazia o di maggiore coinvolgimento del Consiglio come sostenuto dall’Assessora all’Urbanistica, ma rischia di fare correre alla nostra città non un passo avanti verso la futuristica “Modena 2050” ma un salto nel buio - aggiungono Rossini e Baldini -. Abbiamo nelle settimane scorse più volte chiesto in Commissione le ragioni di tale scelta “politica” senza ricevere risposte convincenti. Il sindaco Muzzarelli con tono trionfalistico ha dichiarato che il nuovo Piano Urbanistico Generale dovrebbe rappresentare l'“eredità” più importante di questa consiliatura, ma la scelta di fare assumere al Consiglio comunale – ormai ridotto a un organo ratificatore della Giunta comunale e costretto ad esaminare nell’arco di meno di due settimane e per di più in periodo natalizio un documento lungo centinaia
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