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'Quello alla Sacca non è uno studentato, ma un affittacamere: bloccare tutto'

'Quello alla Sacca non è uno studentato, ma un affittacamere: bloccare tutto'

Maria Grazia Modena: 'Fermare tutta l’operazione edilizia, un disastro annunciato, ridiscuterne utilità e convenienza'


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Vorrei che per primo si facesse chiarezza e si smettesse di chiamare enfaticamente strumentalmente “studentati” costruzioni da definire “camere in affitto” (360posti letto totali). Lo si titola studentato per “oliare” l’operazione locale, ottenere fondi pubblici nazionali, come avvenuto purtroppo in questo caso, e nella remota speranza che un certo flusso di studenti aiuti a risolvere i problemi economici dei costruttori e l’insicurezza dei quartieri. Cosa quest’ultima mai avvenuta. Modena ha bisogno di un “Campus universitario” vero e proprio, non di spruzzate qua è la di posti letto che non risolvono i problemi né dell’Ateneo, né della Città. Se il silente Ateneo battesse un colpo su questo argomento forse cesserebbero le storture interpretative. Si smetta di far finta di non saperlo. Secondo, condivido a metà la posizione dell’assessore all’urbanistica Carla Ferrari che dice “Se fosse stato per me, quell’edificio non esisterebbe almeno così come è. Ma oggi non possiamo stravolgere quegli accordi.” Perché? Se si è convinti che è sbagliato, lo si azzera, si riprogetta, non lo si corregge'. Così il consigliere Maria Grazia Modena sulle parole dell'assessore riportate dal nostro giornale.
'I cerotti nelle gambe di legno non servono a niente.
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Il fatto che ora il Comune abbia la possibilità di entrare nella gestione dell’operazione, almeno per la fetta finanziata dal pubblico (10%), parola dell’assessore Maletti, non tranquillizza nessuno. Il non distante RNord, a totale conduzione comunale, un fallimento gestionale e finanziario da anni, e quello di via delle Costellazioni, dove parte dell’immobile è già in gestione comunale, sono pessimi esempi. La nuova costruzione sarà certamente un nuovo problema per il quartiere e la città. Chi può essere convinto che con un presidio interno (un gestore fisso e stabile, che viva a Modena e che sia presente ogni giorno, non una figura che gira da un residence all’altro) e in più con l’aggiunta dei soliti servizi, spazi comuni, socialità si rovesci una potenzialità di degrado già scritta? Tutti film molto brutti già visti che ci vengono riproposti con infondato candore dalla nuova giunta. Non è questo il modo di distinguersi dai “misfatti” delle amministrazioni precedenti. Con questa operazione si creano solo i presupposti di una ulteriore “emergenza sociale” in un quartiere, Sacca, che ne ha già fin troppe delle sue. Fermare tutta l’operazione edilizia, un disastro annunciato, ridiscuterne utilità e convenienza sarebbe il modo da parte della Giunta e del sindaco Mezzetti di dimostrare la loro “diversità” dai precedenti amministratori,
ma soprattutto di aver a cuore l’interesse della Città anziché dei potentati politici ed economici in balia dei quali è la povera Modena viene di continuo stravolta' - chiude Maria Grazia Modena.
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