Un disegno per nulla scalfito dai malumori interni e dalle critiche di chi, in casa Fdi, ritiene inopportuna la promozione del coniuge del leader regionale del partito. A incrinare le certezza granitiche del senatore nelle ultime settimane è però emerso un elemento nuovo. Il 'fattore x' risponde al nome di Luca Caselli, ormai da un anno entrato in Fdi e divenuto presto - vista la sua consolidata e apprezzata esperienza da sindaco - elemento centrale tra le fila meloniane sotto la Ghirlandina.
Caselli nei mesi scorsi ha più volte fatto intendere di non volersi cimentare nella corsa alle Regionali. Ha dato più volte rassicurazioni in tal senso allo stesso Barcaiuolo, ma ora - complice la sconfitta a Sassuolo di Menani - sembra abbia rivalutato la sua decisione.
Il nome di Caselli, solido dal punto di vista politico ed economico e capace di intercettare preferenze vere, metterebbe dunque in crisi lo schema Arletti-Pulitanò potendo - teoricamente - scalzare la corsa di entrambi.
Difficile dunque, nel caso Caselli decidesse di correre, impedirgli la candidatura: impossibile infatti giustificarne l'esclusione agli occhi di Galeazzo Bignami il quale è ben conscio del tesoretto di preferenze che Caselli porterebbe con sè. Per gestire l'ascesa dell'ex sindaco di Sassuolo, Barcaiuolo ha dunque due possibilità.
La prima è candidare un uomo in grado di pescare nello stesso bacino di preferenze. Inizialmente Barcaiuolo aveva pensato all'uscente Luca Cuoghi, ma lo scarso risultato del consigliere regionale alle amministrative sassolesi lo rendono poco attrezzato a contrastare lo schiacciasassi Caselli. In seconda battuta Barcaiuolo aveva pensato a Luca Negrini, ma al di là del fatto che Negrini ha declinato l'offerta, è evidente come il nome del candidato sindaco a Modena ruberebbe consensi più a Pulitanò che a Caselli.
Ecco, allora la seconda strada.
Giuseppe Leonelli



