Fanno parte de L’Altra Emilia-Romagna attivisti impegnati in liste civiche, movimenti e vertenze territoriali, nonché esponenti di Rifondazione Comunista, del Partito Comunista Italiano e del Partito del Sud.
'La collocazione di alternativa nasce non da un pregiudizio ideologico ma da un giudizio di merito negativo rispetto alle politiche ambientali, territoriali e sociali della giunta Bonaccini. La Lega è il principale avversario, ma se è cresciuta è perchè sono state fatte politiche sbagliate e non la si sconfigge prescindendo dai contenuti. L’autonomia regionale è l’esempio più eclatante di come Bonaccini abbia legittimato la Lega che ha ancora nello statuto la secessione della Padania. Autonomia non è solo rottura dell’unità nazionale ma significa aprire le porte a ulteriori privatizzazioni. Quindi ci battiamo per il ritiro di qualunque forma di autonomia differenziata - si legge in una nota -. Sicura, giusta, pubblica e sostenibile sono le parole chiave della campagna elettorale de L’Altra Emilia-Romagna. Sicura, perché sicurezza è quella di non rischiare la vita sul lavoro, un lavoro che dev'essere equamente retribuito, anche per le partite IVA e i rider; sicurezza è avere scuole, ospedali e posti di lavoro che non ti crollano in testa alla prima scossa. Giusta perché vogliamo porre al centro il tema della giustizia sociale e dell’uguaglianza dato che anche nella ricca Emilia-Romagna c’è chi - pur lavorando - resta povero. Giusta perché una società dove le diseguaglianze siano ridotte al minimo finisce per essere una società più sicura anche dal punto di vista della legalità. Pubblica, perché sanità, scuola e beni comuni devono essere messi al servizio dei cittadini e non di assicurazioni o azionisti che lucrano sui bisogni delle comunità.
'Il lavoro è al centro del programma de L’Altra Emilia-Romagna, perché ci sono ancora tanti, troppi, lavoratori precari, sfruttati e sottopagati nei cantieri e nella false coop e ci sono migliaia di partite iva prive di tutele e diritti. Eliminare la piaga delle coop spurie e impedire l'esternalizzazione del lavoro deve diventare una priorità per una Regione che ha tante eccellenze ma anche interi distretti produttivi in mano a imprenditori senza scrupoli che usano gli appalti di sola manodopera per sottopagare i lavoratori, fare concorrenza sleale quando non evadere il fisco. Viviamo in una delle aree più inquinate al mondo e il lavoro non può essere contrapposto all’ambiente. Puntiamo sulla transizione ecologica per avere città pulite e migliaia di nuovi posti di lavoro. Vogliamo cancellare una sciagurata legge regionale urbanistica che apre le porte a nuove cementificazioni e rovesciare le priorità di un piano dei trasporti non adatto alla sfida ambientale e che punta tutto su nuove autostrade.
I candidati sono: Alba Bassoli, Claudia Bellucci, Elena Govoni, Teresa Grasso, Stefano Lugli, Mario Ori e Giovanni Sonego.



