'Al di là dell’equilibrio economico a cui ospedali e poliambulatori devono comunque tendere, per il Sistema Sanitario e per i cittadini utenti, quello che più conta, ai fini di garantire prestazioni di qualità e tali da ridurre le liste d’attesa allungate dopo l’emergenza pandemica del Covid, è quello di non allontanare i medici. Gli stessi professionisti sanitari che spesso ricavano i loro compensi come percentuale delle tariffe riconosciute, di fronte alla notizia di un calo così rilevante, dichiarano di non potere continuare a svolgere la loro attività. I compensi a loro riconosciuti per le visite, con queste decisioni tariffarie, rasentano il ridicolo: 8 o 9 euro netti; il calo della prestazione diagnostica del 20-30% si riflette sui loro compensi in modo esponenziale. Con questi numeri rischiamo di perdere i nostri medici a favore di altre regioni limitrofe, che pare stiano affrontando questa vicenda in modo diverso e con criteri anche economici più favorevoli alla categoria. AIOP e ANISAP si dicono molto amareggiate e preoccupate perché non era mai accaduto prima che su temi di questa portata non si fossero ricercate soluzioni possibili. Soprattutto rispetto all’erogazione di sempre più numerose e fondamentali prestazioni come TAC e risonanze magnetiche, peraltro particolarmente interessate, com’è noto, da lunghe liste d’attesa'.
'Per la prossima settimana è previsto un nuovo incontro nella sede della Regione in cui entrambe le associazioni confidano di trovare attenzione, rispetto al lavoro prodotto da NOMISMA sull’analisi dei costi atti a garantire a tutti i cittadini gli esami oggetto di queste nuove tariffe.



