E mentre dalla lettura degli atti emerge uno spaccato sempre più deprimente della vita politica carpigiana, è giusto, per dovere di cronaca, tornare alla principale imputazione mossa nei confronti del primo attore dell'intera indagine Mangiafuoco, e cioè la 'tentata concussione' notificata all'ex vicesindaco Simone Morelli.
Il testo
Morelli è indagato 'perchè, abusando della qualità di vice sindaco di Carpi e assessore con delega al centro storico, economia, turismo, cultura, patrimonio immobiliare, compiva atti idonei e diretti in modo non equivoco, a costringere ------, proprietaria di una profumeria, ed ------ , proprietaria di una farmacia, entrambe limitrofe al bar La Macina, ad accordare vantaggi e utilità a S.T. socia del citato bar La Macina. In particolare - poichè il vecchio Regolamento comunale sui Dehor prevedeva per i bar la possibilità di sconfinare mettendo strutture temporanee (tavolini, sedie, ombrelloni...) anche davani alle vetrine di esercizi commerciali di terzi, poichè vi fosse l'assenso di questi ultimi e poichè S.T. non aveva potuto farlo in quanto gli esercizi vicini avevano negato l'assenso - Morelli chiedeva alle signore ---- e ------- di concedere tale benestare minacciando che in caso contrario egli stesso avrebbe cambiato il Regolamento nel punto in cui prevedeva il necessario assenso degli esercizi commerciali limitrofi.
In effetti, insieme al dirigente Tartari, Morelli presentava una bozza di modifica del citato Regolamento sul dehor in cui la punto 2e si consentiva di prescindere dal consenso degli esercizi commerciali limitrofi nel caso in cui 'gli elementi di delimitazione' delle strutture temporanee fossero superiori agli 80 cm di altezza. Tale ambigua formulazione - che avrebbe consentito, ad esempio, di posizionare anche arredi alti 2 metri (ad esempio ombrelloni), purchè gli elementi di delimitazione fossero inferiori agli 80 cm - veniva modificato solo grazie alla opposizione dei consiglieri di minoranza nel corso della seduta del Consiglio comunale del 21.6.2018 con l'integrazione 'elementi di delimitazione e di arredo''.
Gli atti
Ebbene, dagli atti emerge come una delle due vittime di questa presunta tentata concussione il 15 settembre 2018 venne convocata dal comandante dei carabinieri di Carpi Iacovelli per avere la sua versione dei fatti. Una versione che emerge chiaramente dal testo di chiusura indagine.
'Era la primavera 2017, da poco tempo il bar Le Macine aveva cambiato gestione. In quel periodo la proprietaria mi chiese di concedere l'autorizzazione a chiedere al Comune il permesso di posizionare i propri tavolini, sedie e ombrelloni davanti alle mie vetrine: dissi ad entrambe che non ero disposta a farlo'.
Il giorno dopo Morelli chiamerà Bellelli allarmato perchè 'i carabinieri hanno chiamato a deporre i commercianti'.
Giuseppe Leonelli



