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Relazione Anac: in ER rischio costi appalti gonfiati

Relazione Anac: in ER rischio costi appalti gonfiati

ER solo 17? nelle segnalazioni dirette (il 2 per cento) da comuni, aziende sanitarie, società partecipate. Il commento della Cgil


3 minuti di lettura

La Cgil dell'Emilia-Romagna commenta ed analizza la relazione annuale 2017 dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione guidata da Raffaele Cantone e polemizza con l'attuale governo giallo-verde e sulla possibilità che possa attuare 'una controriforma per avere meno controlli sugli appalti'.

Diverse le criticità evidenziate in regione, a partire dal costo eccessivo di alcuni appalti pubblici, più alti del 60% rispetto ai costi di riferimento di mercato. Si ipotizza il rischio di corrutele varie.

La nota a commento della Cgil: 'La relazione annuale 2017 dell'ANAC-Autorità Nazionale Anticorruzione è stata consegnata dal presidente dottor Cantone, una ventina di giorni fa, al Parlamento.
Sperando che non sia l'ultimo 'report' dopo gli attacchi e le battutacce del neo ministro dell’Interno, anche contro la presidenza Anac e, sopratutto, l'ipotesi governativa di una controriforma per avere meno controlli sugli appalti ! Troppa burocrazia!!
Una relazione molto ampia, di ben 320 pagine, che affronta le fondamentali e gravi modalità che inquinano l'economia trasparente, radicano la corruzione e tuttora ostacolano le pur buone norme anticorruttive.
Sono capitoli sui temi centrali, quali la vigilanza sui contratti/appalti pubblici, i settori più coinvolti e in sofferenza, le modalità di 'scelta' del contraente, i 'prezzi' per i lavori e servizi, ecc…
Una rassegna pesante che
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molto si intreccia (casualmente?) con il Rapporto annuale della Guardia di Finanza, presentato neanche una settimana dopo, a fine giugno, che sottolinea gli stessi allarmi e criticità/illegalità: 'irregolari 4 appalti pubblici su 10'; crescita della 'corruzione e grandi evasori'; riciclaggio e 'società fantasma'... a tale proposito, molto eloquente la foto allegata (n.1 caselle postali) presa lungo una strada di campagna modenese e che la dice lunga sull’ubicazione di sedi legali fittizie (?!) di imprese.

La nostra regione Emilia Romagna è già citata al capitolo 3,sugli indicatori di rischio.
In particolare, si tratta di 'indicatori di eccesso di spesa' in taluni contratti/appalti pubblici (allegato n.2) attraverso la 'definizione di base d'asta dell'appalto ben più alta dei prezzi di riferimento' pubblicati dall'Anac nel 2016. Realtà che, ovviamente, sono indicate come 'potenziali situazioni di inefficienza o rischio corruttivo...su cui necessitano approfondimenti'.
L'esempio emiliano che viene riportato - il secondo, dopo quello calabrese - segnala di appalti banditi con 'prezzi base' superiori del 66% e del 51,4% ai prezzi di riferimento.

L'attività di vigilanza svolta dall'Anac, su diretta segnalazione proveniente dagli Enti pubblici, è stata molto bassa: 241 casi in tutta Italia nell'ultimo anno.
Diciassettesima la nostra regione, con circa il 2% di queste segnalazioni da comuni, aziende sanitarie, società partecipate.
In positiva crescita invece, le segnalazioni 'anonime', cosiddette whistleblower, provenienti da dipendenti pubblici, specie dopo le accresciute tutele contro i pericoli di evidenti minacce e  ritorsioni a danno dei lavoratori segnalanti.

Nel capitolo dedicato alla 'vigilanza dei contratti pubblici', due intere pagine riguardano le ispezioni eseguite presso le società Hera-Spa e la sua partecipata Herambiente-Spa.
Esiti poi trasmessi al Tribunale di Bologna ed alla Procura regionale della Corte dei Conti dell'Emilia Romagna.
Società, come ci è ben noto, che svolgono la gestione del ciclo integrato dei rifiuti in questi nostri territori.
L'indagine si è concentrata su un campione di 48 affidamenti di lavori di Hera e 133 di Herambiente, rilevando possibili 'vantaggi impropri per la società affidataria...e subaffidamenti sospetti'; poi appalti indetti con 'procedura ristretta' in violazione delle norme esistenti ed 'affidamento diretto a cooperative sociali' di attività improprie, ecc…

Siamo la 6° regione - con 17 Enti/Amministrazioni - ad utilizzare un Elenco di Enti aggiudicatari di lavori, la cui tenuta è stata affidata all'Anac nel febbraio 2017.

Materiale purtroppo istruttivo ed impegnativo.
Il sindacato e la Cgil in primis, restano e insistono su queste tematiche strategiche per la legalità e regolarità delle attività economiche, finanziarie e produttive dei nostri territori, premesse evidenti per un lavoro regolare e rispettoso dei contratti.
Occorre una prevenzione reale e fattiva che rafforzi la buona collaborazione territoriale con le istituzioni locali e, sopratutto, col coinvolgimento e convincimento delle rappresentanze delle imprese e professioni. Finiti i convegni, pure utili, occorre lavorare per isolare e segnalare le corruzioni, il lavoro nero, le grandi evasioni e truffe, le loro consulenze necessarie'.

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