In quell'anno, il Ministro dell'Interno presentò l'accordo nell'ambito della festa provinciale dell'Unità a Ponte Alto, osannato dagli amministratori locali e salutato dall'abbraccio del sindaco di Modena. Da subito le perplessità in ambito politico serpeggiarono, in relazione all'affidabilità della Libia, di rispettare gli accordi, di controllare davvero un territorio enorme, nonostante il regalo fatto dall'Italia di attrezzature e motovedette, e fornire garanzie sul rispetto dei diritti umani. Che poco dopo si rivelò il problema. Documentato, denunciato, e mai risolto.
Quell'accordo firmato Minniti e Gentiloni con le autorità libiche, almeno sulla carta, c'è ancora, e vale perché tacitamente rinnovato, ogni tre anni, al momento della scadenza. 'Il memorandum - affermano il movimento Tam Tal per la pace - che oggi pomeriggio, alle 18.00 alle 20 in piazza Torre, a Modena, ha organizzato un presidio per richiamare l'attenzione sugli effetti dell'accordo - scadrà il prossimo 2 novembre e se nessuna parte contraente si opporrà sarà tacitamente rinnovato producendo così altri morti torture e stupri'
La tempistica, anche se l'intenzione del nuovo governo fosse quella di non rinnovare o comunque modificare l'accorso, certamente non aiuta. Inoltre il tema, nemmeno citato in campagna elettorale, non sembra essere tra le priorità della politica, di governo e non.
La riunione delle nuove Camere, prevista entro il 20esimo giorno dalle elezioni, difficilmente avverrà prima della prossima settimana e altrettanto difficilmente ci saranno i tempi per la formazione di un esecutivo in tempi utili e comunque in grado di discutere e decidere entro la scadenza del 2 novembre.
Gi.Ga.



