Occorre 'accelerare moltissimo i tempi del congresso. Non tanto perchè serva un momento di conta, ma per avere un momento di ripartenza'. A reclamare uno scatto è il senatore Pd Matteo Richetti, uno dei papabili per correre per la leadership democratica. 'Penso che sia lodevole l'impegno di Martina e del gruppo dirigente in una fase così difficile - afferma Richetti, oggi a Bologna per un'iniziativa organizzata dall'associazione FutureDem e non invitato alla Festa dell'Unità di Modena - non c'è territorio o circolo Pd che oggi non chieda un momento di ripartenza, di confronto e di ridefinizione della linea politica incisiva: queste sono le tre cose indispensabili'. Dopodiche', sottolinea Richetti, una volta fissate le date del congresso, 'perchè non si scende in campo finche' non c'e' la convocazione, ci sara' un ragionamento molto serio sulle proposte. Ma non penso che il Pd si possa permettere di tornare indietro', conclude il senatore Pd.
'Non sono Zingaretti o Bonaccini, Renzi o Richetti che possono cambiare il Pd. Serve un grande movimento dal basso'. A dirlo con nettezza è lo stesso Matteo Richetti, senatore dem e papabile candidato alla guida del partito, oggi a Bologna per un'iniziativa organizzata dall'associazione FutureDem. 'Serve il congresso, non per ridare un nome o un cognome al Pd- afferma Richetti- ma per dare un futuro e una prospettiva all'Italia'. L'ex portavoce del partito renziano si rivolge direttamente alla platea di giovani (una cinquantina) radunati a Fico. 'Non sono Zingaretti o Bonaccini, Renzi o Richetti che possono cambiare il Pd- afferma Richetti- lo potete fare solo voi, chiedendo coerenza a tutti. Il Pd non lo cambia nessun dirigente illuminato, ma una grande operazione di coerenza e trasparenza. Senza un grande movimento dal basso, non e' con un'alchimia di nomi e colori che ce la possiamo cavare'. Ormai, avverte Richetti, 'la prima corrente nel partito e' quella di chi non ha più voce e non ha più voglia: non possiamo lasciarli morire'.
Il senatore dem usa anche toni forti, quando denuncia le 'tessere comprate' in alcuni territori per viziare congressi e liste locali. O quando richiama la promessa di Matteo Renzi di lasciare la politica alla sconfitta al referendum ('Ma e' ancora li''). O ancora, quando parla dell'incapacità del partito di rinnovarsi. 'Questa dirigenza del Pd non è più in grado di proporre uno schema di rapporto col territorio, lo abbiamo già sbagliato- attacca Richetti- la notte delle liste elettorali per le politiche, io mi sono rifiutato di salire in direzione.



