“Un provvedimento - afferma Muzzarelli rivendicando la sua azione - frutto di un percorso fatto innanzitutto per una questione di rispetto della dignità delle persone, ma anche per ragioni di controllo e sicurezza”. “Quella norma era un enorme assurdità da tutti i punti di vista' – continua Muzzarelli
Già in occasione del Festival dell’Immigrazione promosso tra gli altri dalla Fondazione Migrantes della Cei, ritenuta dall'ufficio stampa del comune fornendo un giudizio proprio avulso
da quello virgolettato del sindaco 'un’occasione importante di conoscenza e riflessione per le istituzioni e le associazioni modenesi, il sindaco annunciò il provvedimento che consentiva l’iscrizione anagrafica e che entrò in vigore dopo pochi giorni non appena ci furono le condizioni per garantire un diritto, nel rispetto della legge'“Oggi la Corte Costituzionale dà ragione a quell’impianto – ribadisce il sindaco – stabilendo, non solo che quella norma salviniana doppiamente folle è in contrasto con l’articolo 3 della Costituzione perché viola un diritto fondamentale delle persone, ma che, non agevolando il perseguimento del controllo del territorio, è addirittura in contrasto con quell’esigenza di sicurezza e controllo che proclamava, solo a parole non certo nei fatti, di voler perseguire”.


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