Risultato? Atersir, accogliendo questa afflato Pd, ha optato per una gestione a metà e oggi - al di là dei problemi di assestamento legati alla carta smeraldo - le proteste più vibranti si levano in quelle zone della città che sono rimaste al metodo-Muzzarelli e che vedono con invidia il ritorno ai cassonetti nei quartieri confinanti.
Come noto oggi il porta a porta - non più coi sacchi a terra ma con i carrellati - è presente in centro storico, nel forese, nelle zone artigianali e, soprattutto, in alcune vie delle zone residenziali che per loro conformazione possono ospitare i bidoni all'interno dei propri cortili senza invadere la strada.
Per quanto riguarda le zone residenziali rimasta al porta a porta, parliamo, ad esempio, di una estesa area a Vaciglio sud e di una porzione di Modena est, lungo l'asse di via della Resistenza. E' proprio in queste zone che i residenti sono ancora ancorati al vecchio modello dei carrellati per carta e plastica, ospitati in cortile e androni, con tutti i disagi del caso. Ovviamente anche chi vive in queste zone può usare la carta smeraldo per portare l'immondizia nei cassonetti, ma per farlo occorre prendere l'auto e migrare in un quartiere dove i cassonetti sono stati reinstallati. Insomma, non esattamente comodo soprattutto per gli anziani e le fasce più deboli.
Così, a Modena est, storica roccaforte Pd, finisce che i cittadini che vivono i via Resistenza o viale XXII aprile, sono costretti ad invidiare chi, poco distante, ha ringraziato il sindaco per la ricomparsa dei cassonetti, prendendosela proprio con quel Pd che ha lottato per una rivoluzione a metà.



