Modena crolla nella
classifica di Italia Oggi sul fronte ambientale. Una alternativa alla ricetta sinora adottata dal
Pd - e che evidentemente non ha portato frutto - arriva dalla
Lega di Modena che oggi anticipa alcuni punti del suo programma elettorale in tema ambientale.
'A Modena tre punti sono fondamentali per l’ambiente' - scrive la Lega:
- Chiudere le Fonderie in zona Madonnina;
- Ridurre il traffico veicolare;
- Ridurre la quantità di rifiuti da bruciare nell’inceneritore, passando dalle attuali 238mila a circa 120mila tonnellate l’anno.
'Il Comune di Modena è così intrinsecamente connesso e dipendente da Hera spa (raccolta e smaltimento rifiuti, illuminazione, fognature, distribuzione idrica, pulizie strade, teleriscaldamento...), che il rapporto è difficilmente modificabile nel medio termine - afferma la Lega -. Nel 2019 dovrebbe però essere messo a bando d’asta il sistema di raccolta e smaltimento dei rifiuti e questa sarà un’occasione da non sprecare per definire un nuovo rapporto con Hera, evitando conflitti di interessi e permettendo una raccolta e uno smaltimento più efficaci, meno costosi per i cittadini'.
E sul tema rifiuti in particolare la proposta della Lega si articola così:
- Acquisizione/controllo da parte del Comune delle società di recupero della raccolta differenziata per portarne la percentuale al 75-80%.
Oggi, infatti, il 70% della plastica differenziata viene bruciata dall’inceneritore e finisce nell’aria (
il comitato Modena salute Ambiente ha dimostrato che questa percentuale sale addirittura al 94% ndr).
- Aumento sensibile della tassazione per disagio ambientale volta a scoraggiare il massimo utilizzo della capacità dell’inceneritore.
- Ridiscussione dei vincoli del contratto che lega il Comune ad Hera (compresa la partecipazione azionaria).
- Aumento della percentuale di raccolta differenziata per aspirare alla tariffa puntuale.
- Diminuzione dei costi a carico del Comune.
- Riduzione della tariffa Tari del 30%. Esclusione dalla tassazione delle aree nelle quali aziende ed imprese smaltiscono autonomamente (spesso servendosi di ditte specializzate) i propri rifiuti speciali non pericolosi.
- Ostacolare con tutti mezzi legali l’importazione di rifiuti da fuori provincia (specie dei rifiuti speciali).