La cifra, importante anche se la considera nel quadro dei 39 milioni di euro di costo per la città per la gestione del servizio (da coprire integralmente tramite bolletta), è stata confermata dal referente di Atersir, Paolo Carini, durante l’ultima Commissione consiliare, preliminare alla discussione prevista oggi, lunedì 30 giugno, in Consiglio Comunale. Soldi che saranno in pratica caricati sui costi per il Comune di Modena, e quindi sul carico dei cittadini, chiamati a coprire totalmente i costi del servizio. Soldi impegnati, che non significa già spesi, se non in parte nel 2024, per pagare i servizi messi in campo da Hera (tutti ricordano ad esempio gli 'spazzini di quartiere'), per rimediare ad una situazione di disagio e degrado che per più di un anno ha fatto seguito all'introduzione del sistema. Servizi in più introdotti per rimediare a disservizi, su richiesta del comune, ma che alla fine avrebbero finito per essere pagati dai cittadini stessi. Ovvero i disservizi generati non certo per responsabilità dei cittadini, ma anzi a danno dei cittadini, hanno creato altri costi per i cittadini. E non è finita. 'Nel Piano Economico e Finanziario 2025 abbiamo previsto circa 8,2 milioni di euro per servizi integrativi progettati nel 2024', ha spiegato Carini. 'Sono interventi straordinari messi in campo per rispondere per adeguare il sistema di raccolta, in particolare nel centro storico, dove le trasformazioni sono in fase avanzata'. Cifra che, sempre a detta di Carini, potrebbe essere ulteriormente integrata al rialzo, da quanto verrà calcolato costerà a regime, la trasformazione che sta interessando il centro storico.
Si tratta di spese extra rispetto alla tariffa ordinaria. In pratica, i cittadini si trovano a dover coprire economicamente un servizio Hera che non ha funzionato come previsto, e di cui pagano anche le successive 'pezze'.
In sostanza pare di capire che gli 8,2 milioni di euro di cosiddetti 'servizi integrativi' messi in campo per rimediare ai disservizi, fossero stati calcolati per 'aggiustare' le pecche e le criticità nel precedente sistema, non per un cambio di paradigma strutturale, che in parte prevede anche la reintroduzione dei cassonetti. Per questo, nel corso del 2025 e presumibilmente nel 2026 i costi a carico dei cittadini potrebbero aumentare ulteriormente.
Numeri, considerazioni e previsioni che fanno parte del nuovo regolamento Tari che dopo diversi passaggi in commissione approderà oggi in Consiglio Comunale dove si prevede una forte critica dell'opposizione, di merito e di metodo.
Gianni Galeotti


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