'Questa scelta scriteriata, a tratti incredibile per lo svilimento del ruolo del pubblico e del patrimonio che AIMAG rappresenta per i Comuni e per la cittadinanza, è stata giustificata con le classiche argomentazioni che una certa politica utilizza quando deve compiere scelte contrarie all’interesse delle persone: “non ci sono alternative, occorre responsabilità, i costi non sono più sostenibili, non ci sono risorse”. Nel caso di AIMAG le gravi difficoltà finanziarie sono tutte da dimostrare dato che il gruppo AIMAG ha chiuso il bilancio 2024 in positivo (ad esempio Sinergas con 150 mln in più di fatturato rispetto all’anno precedente), e le alternative non sono state nemmeno esplorate visto che l’unica opzione presentata è sempre e solo stata HERA. Va segnalato che una vicenda analoga si sta compiendo a Ferrara, dove in questi giorni la maggioranza a guida leghista ha votato assieme al PD per la messa a gara del servizio rifiuti respingendo la richiesta popolare di ripubblicizzazione del servizio stesso (costa troppo), a dimostrazione di come queste scelte non siano un incidente di percorso ma rientrino in uno schema di privatizzazioni condiviso dai due grandi schieramenti - continua Rifondazione -. Altro aspetto gravissimo è la mancanza di trasparenza e coinvolgimento di cittadine e cittadini in questo percorso, che per contro impatterà moltissimo sulle vite delle persone in termini di qualità del servizio e di tariffe poiché sottopone i beni comuni, e quindi i diritti fondamentali, alle logiche del mercato e del profitto. I Sindaci, i consiglieri e le consigliere che sostengono la cessione di AIMAG ad HERA si sono dimostrati sordi alle critiche e ai fondati allarmi lanciati dai cittadini organizzati di Aimag per il Territorio e di Carpi per la giustizia climatica e sociale, e alle istanze della cittadinanza che sulla multiutility ha sempre avuto le idee chiarissime: AIMAG deve rimanere pubblica.
'Rifondazione Comunista di Modena non si rassegna alla mera logica finanziaria; continueremo a supportare le lotte locali con l’obiettivo di preservare beni comuni e diritti. E continueremo a denunciare che HERA, azienda quotata in borsa, ha tra i propri azionisti istituzionali i fondi Blackrock e Vanguard Group che attualmente stanno investendo nel genocidio palestinese come certificato da Francesca Albanese Relatrice Speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati dal 1967 nel suo ultimo rapporto “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio”. Solo per questo il progetto Aimag-Hera andrebbe respinto'.



