Garantire vocazioni specialistiche e integrare le funzioni chirurgiche degli ospedali di Carpi e Mirandola per garantire la qualità delle prestazioni e ridurre il tempo di attesa per i ricoveri chirurgici programmati.
Sono questi gli obiettivi della riorganizzazione sull’area nord, che punta sulla creazione di due piattaforme a vocazione diversa: a Carpi quella oncologica, a Mirandola quella della chirurgia non oncologica.
All'ospedale di Carpi saranno centralizzati gli interventi e i trattamenti ad alta complessità con particolare riferimento alle neoplasie e saranno consolidate le collaborazioni con il Policlinico di Modena.
Mirandola avrà invece una vocazione 'week surgery' multispecialistica per interventi a medio-bassa complessità con degenza inferiore a cinque giorni. Sempre all'ospedale di Mirandola è prevista anche la novità del Centro per disturbi del sonno, sindrome delle apnee notturne, in collaborazione con la Neurologia dell’ospedale di Carpi.
Per quanto riguarda la rete ortopedica, a Carpi sarà centralizzata la traumatologia del femore e la chirurgia per pazienti ad elevato rischio clinico, mentre a Mirandola saranno sviluppati la chirurgia protesica di anca, ginocchio e piede e il polo riabilitativo di area nord.
Per la rete della salute mentale, è partita a Carpi la sperimentazione del modello per intensità di cura in area psichiatrica che comprende Servizio psichiatrico diagnosi e cura (Spdc) e Residenza trattamento intensivo (Rti) e consentirà il percorso post acuzie
e la riabilitazione di pazienti di tutta l'area nord nella nuova palazzina completamente ristrutturata.Come ha illustrato Annicchiarico nella presentazione del Piano 'La chiave strategia della riorganizzazione è l'integrazione tra tutti gli ospedali con equipe di professionisti in grado di operare su più sedi - ha affermato il Direttore generale dell'Azienda Ospedaliera Universitaria Massimo Annicchiarico durante la presentazione del Piano. 'Strutture articolate in piattaforme specialistiche comuni, valorizzando le vocazioni delle singole strutture per migliorare qualità e sicurezza delle prestazioni, ridurre i tempi di attesa e garantire prossimità nella risposta ai principali bisogni'.
Almeno nelle intenzioni. Perché oltre all'approvazione del documento alla definizione degli indirizzi e alle ottimistiche dichiarazioni, c'è da superare l'ostacolo delle risorse regionali, la cui disponibilità è ancora, in questo caso, tutta da definire.



