'Io non sono direttamente coinvolto in questa campagna elettorale: il coordinamento Regionale, la Borsarelli e la cordata Aimi, Mazzacurati e Platis hanno lavorato in questi mesi per isolarmi, farmi fuori, togliermi il simbolo e amenità varie, come è stato fatto in mezza regione o più con tutte le “teste calde”. E come è loro stile, hanno provveduto a fare accordi con i rivali locali, tipo Uniamoci, e a sobillare a più non posso i ragazzi locali, offrendo loro mari, monti e verdi prati fioriti. Ragazzi, peraltro, assolutamente incolpevoli, pieni di buona volontà ma agnelli nelle fauci dei lupi'. Il durissimo attacco ai vertici regionali di Forza Italia (Anna Borsarelli è la vice del coordinatore Massimo Palmizio) arriva dallo storico volto di Forza Italia a Carpi e nelle Terre d'Argine, l'ex candidato sindaco forzista nella città dei Pio Roberto Benatti.
'Resisi conto dell'errore, e puniti nell’esclusione dalle liste, adesso provano ad aggiustarla. Perché i nostri ragazzi, di fronte alle responsabilità vere di una campagna, si sono tirati indietro, come in molti altri territori rimasti scoperti - continua Benatti -. In vent'anni di campagne non ho mai visto cose simili. Vista la pochezza del Pd e la presenza di LeU c'era la possibilità di fare un ottimo risultato. Invece siamo in mano a questi. Siamo all'armata Brancaleone assoluta. Ai militanti e sostenitori dico: votate Forza Italia che tanto, se passa, passa Anna Maria Bernini, una persona seria, capace e competente. Per il resto portate pazienza, perché il 5 marzo è vicino. E se avete bisogno chiamatemi pure, come sempre, perché questi non hanno il diritto di rovinare un partito per i loro comodi'.
Una presa di distanza quella di Benatti che sancisce in modo plateale una spaccatura da tempo presente in Forza Italia a Modena e che rappresenta un forte campanello d'allarme anche per i candidati locali alle elezioni del 4 marzo, in particolare per Enrico Aimi, terzo nella lista al senato dietro a Romani e Bernini.


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