'Dodicimila anziani in lista d’attesa per entrare in una struttura residenziale in Emilia-Romagna rappresentano un’emergenza sociale e sanitaria che non può più essere ignorata. Dietro questo numero ci sono persone non autosufficienti e migliaia di famiglie lasciate troppo spesso sole a gestire situazioni estremamente difficili». Lo dichiara Pietro Vignali, capogruppo di Forza Italia in Regione Emilia-Romagna.
Secondo i dati emersi nei giorni scorsi, sono circa 12mila gli anziani in attesa di un posto nelle strutture residenziali e i tempi possono arrivare, a seconda dei territori e delle condizioni dell’assistito, fino a dodici mesi. Nel frattempo, chi non riesce ad accedere a un posto convenzionato è spesso costretto a rivolgersi al mercato privato, con rette che possono aggirarsi sui 2mila euro mensili, oppure a scaricare interamente il peso dell’assistenza sulla famiglia. Tra loro anche i 356 inseriti in graduatoria nell’ultimo provvedimento del Comune di Modena dell’11 agosto.
Nel 2025 gli anziani non autosufficienti residenti nel territorio modenese inseriti in strutture residenziali sono stati 3.923, praticamente lo stesso numero dei 3.918 registrati nel 2024: appena cinque ospiti in più in un anno. La criticità più evidente su Modena emerge dal tasso di utilizzo dei servizi di lunga permanenza e dei nuclei demenze.
A Modena, infatti, si registra nel 2025 un valore complessivo di 4,5 per mille, contro una media regionale di 4,9: insieme a Bologna è il dato più basso tra le province considerate. Piacenza arriva a 6,4, Ferrara a 5,9, Imola a 5,4 e Parma a 5,0.Il divario modenese emerge soprattutto nelle fasce di popolazione più anziane. Tra gli 80 e gli 84 anni il tasso è 21,2 contro una media regionale di 22,6; tra gli 85 e gli 89 anni scende a 39,5 contro 42,6; tra gli ultra novantenni Modena registra 95,9 rispetto a 99,7 dell’Emilia-Romagna. Per confronto, tra gli over 90 Piacenza arriva a 124,6, Reggio Emilia a 111,9 e Parma a 110,6.
«È necessario capire perché proprio nelle fasce d’età, nelle quali aumenta maggiormente il bisogno assistenziale, Modena presenti tassi di utilizzo inferiori alla media regionale. Dipende forse – si chiede Antonio Platis, responsabile regionale del partito - da una minore disponibilità di posti accreditati rispetto alle necessità. La domanda di accesso a questi servizi è cambiata negli anni e nei prossimi decenni sarà inevitabilmente maggiore.
'Presenteremo un’interrogazione per conoscere, con riferimento specifico a Modena, quanti anziani siano oggi complessivamente in lista d’attesa, quali siano i tempi medi e massimi per ottenere un posto, quanti posti accreditati siano effettivamente disponibili e quali nuovi posti siano programmati' - incalza Vignali. 'Con quasi 12 mila anziani in attesa a livello regionale, non possiamo permetterci che eventuali carenze territoriali rimangano nascoste dietro le medie complessive. Visto il trend demografico non sono più rinviabili scelte organizzative e investimenti strutturali. Per questa ragione – conclude Vignali - ci aspettiamo un cambio di passo e un confronto serio con la Regione su come ridurre le liste d’attesa ed affrontare i nascenti bisogni come i ricoveri di lungo periodo, quelli di sollievo e le dimissioni protette dagli ospedali'.


